Aflatossina negli alimenti per bambini “babylove”

Dm drogherie markt, catena tedesca che vende prodotti per la cura della persona e della casa, presente in Italia con 13 negozi, ha comunicato che sta procedendo, a titolo precauzionale, al richiamo dagli scaffali dei punti vendita di alcuni alimenti per la prima infanzia del brand “babylove”. Come informa la società, analisi in autocontrollo hanno rilevato elevati livelli di aflatossina in alcuni prodotti di seguito riportati:
– “Mango Babylove melograno nella mela, 190 g, dopo il 4 ° mese” con la data di scadenza 15.10.2020
– “Babylove pesca frutto della passione nella mela, 190 g, dopo il 4 ° mese” con la data di scadenza 16.10.2020
– “Fragola babylove e lampone nella mela, 190 g, dopo il 4 ° mese” con la data di scadenza 16.10.2020
– “Babylove fragola banana nella mela con muesli, 90 g, da 1 anno (sacchetto di spremere)” con le migliori date precedenti 16.10.2020 e 17.10.2020.
Il motivo? Un tenore elevato di aflatossine B1, tra le più pericolose per la salute umana. Il problema riguarda solo questi prodotti venduti in tutti i Dm drogherie markt della Germania. Le aflatossine sono micotossine prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che si trova in particolare nelle aree caratterizzate da un clima caldo e umido. Poiché le aflatossine sono note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, l’esposizione attraverso gli alimenti deve essere il più possibile limitata. Le aflatossine possono essere presenti in prodotti alimentari, quali arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso, fichi e altra frutta secca, spezie, oli vegetali grezzi e semi di cacao, a seguito di contaminazioni fungine avvenute prima e dopo la raccolta. Diversi tipi di aflatossine sono presenti in natura. L’aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una delle più potenti dal punto di vista genotossico e cancerogeno. È prodotta sia dall’Aspergillus flavus sia dall’Aspergillus parasiticus. Per quanto riguarda la distribuzione e la vendita in Italia, al momento, le nostre istituzioni e l’azienda tedesca non hanno ancora assicurato i consumatori che gli alimenti per l’infanzia, oggetto del richiamo, risultino distribuiti nel nostro Paese.

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