What Were You Wearing

Rocca dei Rettori (Benevento). “What Were You Wearing” è una mostra promossa dall’Università del Kansas da un progetto di Jen Brockman e Mary Wyandt-Hiebert, esposta per la prima volta all’Università dell’Arkansas dal 31 marzo al 4 aprile 2013 ed ispirata al poema “What I was Wearing” di Mary Simmerling. L’associazione Libere Sinergie replica l’iniziativa in Italia, contestualizzandola al nostro ambiente socio-culturale e ne ha concesso l’utilizzo alle associazioni Exit Strategy, Culture e Letture, Universo Arte che usufruiscono del patrocinio gratuito della Provincia di Benevento di cui si ringrazia il Presidente della Provincia Antonio Di Maria. La mostra sarà inaugurata, alla Rocca dei Rettori di Benevento, lunedì, 25 novembre, alle ore 17.30 e prevede una serie di eventi collaterali fino al 1 dicembre 2019. Trattasi di un progetto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che parte da una domanda posta correntemente a chi subisce molestie o violenza sessuale: “Come eri vestita?” È questa una domanda che spesso viene rivolta alle donne che hanno subito una violenza sessuale. La domanda, che sottende gravi stereotipi sessisti e pregiudizi, ha delle pesanti implicazioni e un impatto negativo sulla donna che ha subito violenza, poiché presuppone l’idea che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se avesse indossato abiti meno succinti o meno sexy. Questa mostra ha lo scopo di smantellare questo pregiudizio e i suoi obiettivi sono: – smontare gli stereotipi che colpevolizzano le vittime di stupri, – sensibilizzare la comunità in merito al tema, in una società ancora troppo intrisa di violenza e di abusi sessuali, – un intervento indiretto di “cura” sulle vittime, che possono realizzare e prendere consapevolezza che la violenza sessuale non è stata causata dagli abiti che indossavano, – sviluppare una maggior conoscenza del fenomeno e degli stereotipi che lo giustificano. “La vita contro” tecnica mista su tela di camicia. Partecipa alla mostra “Come eri vestita vestita?” Ma la domanda sovviene: “Esiste un modo di vestirsi per non essere abusate?” La donna ha per sua natura un atteggiamento, detto femminile, che la natura ci ha dato per favorire il rapporto con il genere maschile e permettere la continuazione della specie, oggi tale atteggiamento è visto come provocatorio ed in casi sempre più frequenti attira “lupi” che anche in branco abusano e distruggono la vita di molte donne, non badando più neanche all’età (vedi il caso della 90 enne violentata), non ci resta che camuffarci con umile tela, non mostrare spontaneità e simpatia, maschere di noi stesse e combattenti contro la vita. Tramonti da guardare e lune per sognare sono cose di altri tempi. Le scuole che volessero partecipare possono rivolgersi al numero: 349 667 2566.

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