Zuni di Calvi Risorta. Fuoco di Natale, anche quest’anno si ripete la tradizione

La tradizione, affascinante e scenografica, del “Fuoco di Natale” da tempi remoti è coltivata dagli abitanti di Calvi Risorta. Fino a qualche decennio fa il “Fuoco di Natale” vedeva protagoniste le piazze Gregorio Nucci, Giovanni XXIII e Platani del borgo Petrulo, piazza Giuseppe Garibaldi e località Cortermanno del borgo di Visciano e le piazze San Paolo della Croce e Umberto 1° del borgo di Zuni. Il tempo trascorre inesorabile e, purtroppo, porta via tradizioni, usi e costumi che hanno caratterizzato e connotato paesi e persone di ogni ceto sociale. Il consumismo ha rovinato anche il “Fuoco di Natale”. Oggi la legna si compra, una volta si metteva da parte, ogni famiglia aggiungeva ciò che poteva, il “Fuoco di Natale” iniziava con la raccolta della legna da parte dei cittadini. Il clima di fervore partiva molto prima della vigilia, l’atmosfera era completamente diversa. Ma da diversi anni a Zuni di Calvi Risorta, in piazza Umberto 1° e anche quest’anno si ripeterà la tradizione del “Fuoco di Natale” che verrà acceso, nella tarda serata, al passaggio della processione che Padre Gianluca Zanni guiderà appena officiato la funzione della nascita del Cristo Redentore, intorno alla piazza antistante la chiesa parrocchiale e nella quale è stata allestita, raccogliendo rami , radici e tronchi di alberi nelle campagne viciniori, una grande “catasta” di legna per ardere e illuminare la “Santa Notte”. Un plauso, convinto e meritato, va a Michele Bonacci (Principe del falò) che è stato collaborato, attivamente e proficuamente, da Carmine Capezzuto, Mike Parisi, Mimì Annibale Zona e Amedeo Parisi (trattorista). E’, anche, doveroso evidenziare che anni or sono Mimì Annibale Zona, sempre per il “Fuoco di Natale”, premiò il predetto Bonacci con una targa per l’impegno profuso nella ricerca e nel trasporto della legna, nell’allestimento della “catasta” e per la presenza, continua e costante, per l’intera notte, intorno al falò. Grazie all’impegno, genuino ed entusiasta, dei predetti volenterosi a Zuni di Calvi Risorta la tradizione non è cambiata per niente: il fuoco, la gente che lo guarda e la gioia di stare insieme sono sempre stati e saranno gli aspetti principali del “Fuoco di Natale”. Attorno al fuoco si ritrova il paese, il suo passato e la sua storia. Uno spettacolo suggestivo che connette alla natura e alla religiosità, quella più autentica, lontana dallo shopping natalizio e dalla frenesia delle feste, che promette di riscaldare il cuore di tutti coloro che assistono e partecipano, vivamente, all’evento. Per un’antica tradizione popolare la fiamma diviene simbolo di fede, amore sacro o profano, attrazione, luce del nuovo anno che sta per arrivare, fertilità e vita, Luce della salvezza che si incarna, arrivo del Bambino Gesù e fuoco dei pastori. Gli organizzatori al centro della “catasta” di legno hanno issato un palo e sulla sua sommità hanno affisso un cartellone con la scritta, significativa e propositiva, “LA TRADIZIONE CONTINUA… BUON NATALE”.

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