A Calvi continua la tradizione natalizia della “PASTURELLA” al cimitero

La “Pasturella” è un’antica cantata popolare, costituisce vanto e patrimonio della comunità di Calvi Risorta e viene eseguita il 23 dicembre, antivigilia di Natale. Il componimento nasce nel 1910 per merito del Maestro, di origine pugliese, Onofrio Squicciarini, direttore della banda musicale di Visciano di Calvi Risorta. Nel 1936 il Maestro Nicolino Franco la rispolvera girando per le strade di Visciano, l’antivigilia di Natale, per augurare alla cittadinanza buone feste e per incamerare delle offerte quanto mai necessarie. Da Visciano la “Pasturella” trasloca a Zuni, altro borgo di Calvi Risorta, e protagonisti della sua esistenza e delle sue “rappresentazioni” sono il Cav. Giuseppe Zona, i musicisti Alfredo Merola, Giuseppe Del Vecchio, Antonio Serio e Gennaro Capuano. Per diversi anni l’evento è interrotto e viene riorganizzato, solo alla fine degli anni ’70, da Nicola Santillo e Amedeo De Micco e l’orchestra si avvale del contributo di Francesco e Massimo Zitiello, Ugo Leone, Michele Suglia, Nicola Santillo, Antonio Elia e Renato Zona e il gruppo dei cantori, diretto da Amedeo De Micco, è composto da Salvatore e Federico Parisi, Giovanni Zona e da tanti altri.
Dal 2003, per l’interessamento, convinto e propositivo, di Annibale Mimì Zona, con l’aiuto del Maestro Nicola Santillo, il “GRUPPO” dei musicisti caleni ripropone la “Pasturella” al cimitero caleno, con una emozionante processione. Pertanto, domenica 23 dicembre, alle ore 18.45, i protagonisti dell’evento la “Pasturella”, in collaborazione con la locale Associazione Musicale “MUZAK”, guidata dalla Maestra Rina Colella, inizieranno la “Pasturella” per il Natale 2018, suonando e cantando “Tu scendi dalle stelle”, preceduti e seguiti da una folla che si presume sempre molto numerosa, iniziando dal cancello di entrata del cimitero vecchio per arrivare e sostare davanti alla cappella comunale nel cimitero nuovo.
La “Pasturella” consente e permette di vivere un’esperienza unica e irripetibile, in un ambiente dove ciascuno ha i resti mortali di familiari, parenti e amici e dove il silenzio vince tutti e tutto e la luminosità proveniente dalle lampade votive a corredo delle cappelle, tombe e nicchie crea un’atmosfera rara. Al termine della suonata e cantata della “Pasturella” i cittadini partecipanti all’evento potranno dire di aver vissuto un’altra esperienza non facile da spiegare e da raccontare in quanto parla e coinvolge il cuore, i sentimenti e l’emotività.

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