Ancora malasanit

Terminati i mesi di gestazione, Lucia M. cominci? ad avvertire le doglie del parto. La puerpera e suo marito Maurizio V. avevano deciso, alcuni mesi prima, che il loro piccolo avrebbe visto la luce nell?ospedale Civile di Caserta. Giunta al pronto soccorso, a causa di improvvise perdite di sangue, Lucia fu lasciata in corsia in attesa del ricovero, tra un indicibile caos. Nel giorno del lieto evento accorsero tutti i familiari e tanti amici ansiosi di vedere il neonato ed esprimere le loro felicitazioni ai giovani genitori. Ma, appena entrarono nel reparto maternit?, il loro entusiasmo si affievol? a causa delle pietose condizioni in cui versava. ?Sembrava di essere in un ospedale del terzo mondo!? ci ha riferito Federica, nonna del neonato, che ha aggiunto:? In una delle stanze si notavano, su di un tavolo, i vassoi della colazione della mattina precedente. Il bagno della stanza che ospitava mia nuora era privo di acqua calda e, per lavarsi, era costretta ad utilizzare acqua gelida. In ogni stanza il calore dei termosifoni era al minimo e dalle finestre prive di guarnizioni, continua la nonna, entrava aria fredda portata da continui spifferi. Noi tutti, desiderosi di vedere il piccolo, ci recammo presso la vetrata del nido e notammo che i bambini erano raffreddati. Inoltre il nido versava in condizioni antigeniche da non credere. Notammo che una infermiera, continua nonna Federica, per pulire la bocca di un piccolo che aveva rigurgitato, si serviva della federa del lenzuolo fornito dai genitori, insieme ad una coperta. Nelle corsie e nelle altre stanze attigue, i visitatori parlavano a voce alta disturbando il riposo delle altre puerpere, mentre in un?altra stanza, un ?gruppo di beoni? sturava una bottiglia di spumante esprimendo, ad alta voce, le migliori fortune al neonato il quale, infastidito dallo schiamazzo, non faceva altro che piangere. Un chiasso da osteria che faceva esclamare un signore:? Ma chi ? nato, il figlio di Berlusconi??. Alle lamentele di alcune visitatrici, una dottoressa di turno rispondeva:? Rivolgetevi al tribunale per i diritti del malato, ubicato al primo piano! ? Sulla porta d?ingresso, continua la nonna, si notava un cartello su cui era scritto:? Questo ufficio ? in ferie dal 24 dicembre 2004 al 6 gennaio 2005?. Una giovane mamma, che chiedeva ad una infermiera ?il favore? di lavare la sua piccola, riceveva questa risposta:? E voi che cosa state a fare qui??. Per far nascere il mio nipotino, continua la nonna, fu necessario il taglio cesareo e, in quel caso, gli unici a distinguersi furono il chirurgo e l?anestesista due professionisti premurosi e cortesi. Dopo tutto ci?, conclude nonna Federica, traggo le mie conclusioni:? L?ospedale in oggetto ? ?un vero gioiello? di cui tutti possiamo essere orgogliosi per le ?ottime condizioni? in cui versa e per le ?attenzioni e le premure? rivolte alle partorienti da parte delle infermiere per cui posso dire:? Signore ti ringrazio di aver fatto nascere il mio adorato nipotino in un ?ospedale modello?, infatti mio figlio Maurizio, fin da ora, promette che il suo prossimo bambino vedr? la luce in una clinica dove tutto, di certo, procede nel verso giusto!? conclude, amareggiata, nonna Federica.

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