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Intervista all'avvocato Rosario Tarsia PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella Ricciardi   
martedì 30 ottobre 2012
Nel dialogo che segue, l'avvocato Rosario Tarsia, del Foro di Roma, espone le principali ragioni per cui il nuovo concorso a cattedra, indetto dal ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, sia iniquo, illogico, e, conseguentemente, da invalidare. In particolare, l'avvocato Tarsia, da anni difensore dei diritti dei docenti, e soprattutto della loro componente meno garantita, quella dei precari, spiega, limpidamente, la dannosa inutilità insita nella scelta del ministro di avere indetto un concorso riservato a persone già vincitrici di concorsi: persone, cioè, che avevano già tutti i titoli per potere accedere al ruolo, cioè al posto a tempo indeterminato..circostanze che si erano verificate, infatti, per un certo numero di insegnanti ogni anno, prima dell'incognita rappresentata dal nuovo concorso. Tale concorso, peraltro, non mette in palio nuovi posti di lavoro, ma rimette in discussione l'ordine con cui dovrebbero avvenire delle assunzioni già previste da un piano triennale (le graduatorie, infatti, si aggiornano ogni tre anni, coi nuovi punti dei professori), che dovevano avvenire, originariamente, seguendo l'ordine delle graduatorie, cioè dell'elenco di professori in "fila" per ottenere il ruolo...ordine stabilito sulla base del loro punteggio, che a propria volta deriva dai risultati dei loro studi e della percentuale di pratica nei loro insegnamenti. Il concorso indetto da Profumo, invece, vuole sottrarre un 50% dei posti alla graduatorie, che sono, invece, già piene di persone vincitrici di concorsi, in fila, appunto, secondo il numero dei loro punti: tali graduatorie sono infatti quelle di merito, che comprendono professionisti vincitori dei concorsi a cattedra del 1990 e del 1999 (molti dei quali non hanno, quindi, ancora una cattedra a tempo indeterminato), e quelle ad esaurimento, degli abilitati all'insegnamento che hanno partecipato alle Ssis (scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario), che a loro volta avevano superato un concorso in entrata, oltre ad un percorso biennale comprendente esami di varia natura (i cui corsi prevedevano frequenza obbligatoria), un tirocinio diretto nelle scuole, uno indiretto, ed un nuovo concorso, in uscita. Le Ssis venivano indette ogni due anni, ed avevano da tempo sostituito i concorsi a cattedra. Inoltre, Rosario Tarsia, che ha all'attivo successi di notevole importanza sul fronte della scuola, approfondisce anche ulteriori motivazioni che rendono il concorso impostato in modo non condivisibile: tra queste, la problematica del danno economico che può apportare un concorso assolutamente non necessario,  le molte incongruenza riguardanti le prove previste dal concorso stesso, la circostanza che Profumo non abbia, invece, indetti il concorso proprio per delle graduatorie esaurite.... Per possibili adesioni al ricorso dell'avvocato Tarsia c'è tempo fino al 4 novembre; è molto utile ricordare, inoltre, che un'eventuale iscrizione al concorso non è incompatibile con la partecipazione al ricorso contro il concorso stesso: ciò, sia nel caso che si intenda poi partecipare che non partecipare effettivamente a tale concorso, che, comunque, l'avvocato Tarsia e moltissime persone che hanno a cuore il mondo della scuola sperano possa essere, naturalmente, bloccato. Tale ricorso, presentato al TAR del Lazio, può essere fatto proprio, comunque, da persone residenti in tutte le regioni d’Italia.

Ricciardi: “Può spiegare ai lettori, in una sintesi chiarificatrice, quali ritiene che siano le motivazioni principali per cui si debba ritenere ingiusto il concorso a cattedra indetto dal ministro Profumo? In particolare, può indicare quali leggi e pronunciamenti giudiziari violi tale concorso che, peraltro, coinvolge graduatorie non esaurite?”
Tarsia: “I motivi che rendono ingiusto il concorso sono tali e tanti che queste poche righe non basteranno per elencarli tutti, dunque mi limiterò a citare solo i principali. Chi volesse approfondire la questione, potrà ricevere spiegazioni dettagliate recandosi sul blog www.noalconcorso.blogspot.it  o scrivendo un’email a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .
In primis il principale vulnus del provvedimento è portato dalla violazione di legge: art. 35 comma 5 ter dlgs 165/01; legge 241/90 art. 3; art. 97 Cost. in relazione agli interessi e alle aspettative di diritto dei soggetti che si oppongono; da qui il vulnus di eccesso di potere e difetto di motivazione.
Vi è poi un piano triennale di immissioni in ruolo, che con questo concorso viene stravolto. Vi sono palesi discriminazioni, soprattutto fra gli insegnanti di sostegno: pur possedendo un’abilitazione, alcuni docenti di sostegno non potranno partecipare al concorso per una serie di storture e paradossi nel bando che avrebbero fatto impallidire il buon Kafka.
Esistono delle graduatorie composte da docenti vincitori di concorso, che hanno pazientemente atteso il loro turno “accontentandosi”, per anni, di supplenze annuali. Queste graduatorie saranno cancellate, con un colpo di spugna, sebbene una sentenza della Cassazione abbia di recente affermato che, in presenza di graduatorie concorsuali valide ed efficaci, l’amministrazione  deve motivare la scelta di indire  un nuovo concorso. Naturalmente non vi è  traccia nel bando di concorso di tali motivazioni.
Questo concorso è in contrasto con il principio di buon andamento della pubblica amministrazione, che si esplicita nei criteri di ragionevolezza, efficacia, efficienza, economicità. Questi ultimi sono pilastri su cui è poggiata la gestione della pubblica amministrazione, così come sancito anche dalla Costituzione.
E, infine, viene da chiedersi: perché, in un periodo di tagli a destra e a manca, l’amministrazione ha deciso di sperperare 150 milioni di euro, o forse più, per un concorso di cui nessuno sentiva l’esigenza?”

Ricciardi:  “Il ministro Profumo ha addirittura caldeggiato la possibilità di un concorso a cattedra annuale, nonostante le graduatorie (dei vincitori dei precedenti concorsi a cattedra, del 1990 e del 1999, e degli abilitati delle Ssis, a loro volta vincitori di concorsi) si aggiornino ogni tre anni. Cosa pensa di questa ipotesi, che tenderebbe a sconvolgere ulteriormente un ordine già prestabilito di graduale accesso al posto a tempo indeterminato di persone, appunto, già vincitrici di concorsi? Si è fatto, cioè, l'idea che dietro tale disegno possa esserci un "piano" particolare, e ritiene che possa essere in contrasto con quale disposizione giuridica?”

Tarsia: “Il ministro ha caldeggiato ciò che non poteva caldeggiare sia in relazione alla prospettiva temporale del suo governo sia in relazione alla normativa vigente.
Ammesso e non concesso che sia legittimo bandire nuovi concorsi, le dichiarazioni del ministro riguardo alla frequenza con la quale tali concorsi saranno indetti fanno capire lo stato confusionale nel quale è incappato il titolare del dicastero dell’Istruzione. Ha parlato prima di un concorso in autunno e uno in primavera, poi di concorsi con frequenza annuale, infine ha fatto emanare un bando per un concorso valido per due anni scolastici.  E tutto ciò in presenza dell’art. 400 comma 01 del dlgs 297/94, che prevede concorsi triennali, mentre l’ultimo concorso è del ’99… Insomma, la confusione regna sovrana in viale Trastevere.
Mi risulta, pertanto, difficile riuscire a comprendere il “disegno” del ministro in carica. Ma, qualunque sia tale piano, esso contrasta con vari pronunciamenti della Cassazione. Fra gli altri, oltre a quello ricordato precedentemente, mi permetto di citare un precedente molto recente: “il conferimento dell'incarico di supplenza, specie quello annuale, è il veicolo attraverso il quale l'incaricato si assicura l'assunzione a tempo indeterminato in quanto, man mano che gli vengono assegnati tali incarichi la sua collocazione in graduatoria avanza e quindi gli permette l'incremento del punteggio cui è correlata l'immissione in ruolo.”  Il concorso, stravolgendo di fatto le graduatorie esistenti, andrebbe contro la ratio di questa sentenza.”


Ricciardi: “Oltre ad essere considerato concettualmente vessatorio, ed economicamente fonte di un colossale spreco di denaro pubblico, tale concorso presenta motivi di perplessità anche per il modo in cui è stato organizzato: tra le altre prove, prevede, ad esempio, un test preselettivo con cinquanta quesiti, che si prevede siano di notevole lunghezza (cui rispondere in soli cinquanta minuti di tempo), e concernenti generalmente materie diverse dalla propria classe di concorso... inoltre, la conoscenza di una lingua straniera richiesta, anche a persone non laureate in lingue, è di livello alto (il B2, infatti, è il quarto dei sei livelli classificati di conoscenza di una lingua)... Riguardo tale secondo aspetto, benché la conoscenza di una lingua straniera possa essere incoraggiabile, si può ritenere, però, che la pretesa di un livello tanto alto di conoscenza  possa essere fuori tema rispetto alle materie nelle quali si sia laureati e che ci si trovi ad insegnare? Si rischia, infatti, ad esempio, di danneggiare il percorso professionale, per fare un esempio tra i tanti, di un docente di latino e greco, perchè dovrebbe conoscere di più la lingua inglese, che comunque mai insegnerà...Ritiene, quindi, che si possa ritenere che ci sia qualcosa di non condivisibile e di ingiusto in tale eventuale circostanza?”

Tarsia: “Questo è un altro dei pasticci del ministero: è vero che nelle avvertenze generali si chiede la conoscenza di una lingua comunitaria a livello B2, ma l’unico modo per testare questa conoscenza sarà, per quasi tutti gli aspiranti, un test di 7 domande, scritte, a risposta multipla.
Ora, mi chiedo: come si fa a testare un livello così elevato di conoscenza di una lingua tramite 7 domande a crocette?
Pertanto, il problema che lei pone, seppur corretto, mi pare, per fortuna, fortemente ridimensionato, almeno per i candidati della scuola dell’infanzia e della secondaria.
Diverso il discorso per gli aspiranti docenti della scuola primaria (la vecchia scuola elementare). Per costoro vi sarà, obbligatoriamente, anche un’ulteriore prova scritta e una prova orale di inglese. Tutto questo va nella direzione dell’eliminazione del maestro specialista di inglese (fonte di risparmi per il Miur), iniziata alcuni anni or sono. Ma ciò contrasta, oltre che col buonsenso (meglio un insegnante specializzato di inglese, che un maestro unico tuttofare), anche con il già citato dlgs 297/94 che, all’art. 400 comma 3, prevede esplicitamente che la prova di lingua straniera sia facoltativa.”

Ricciardi: “A parte il ricorso già in preparazione al TAR del Lazio, sarebbe possibile, eventualmente, anche un altro ricorso, alla Corte dei Conti, per il danno all'erario che il concorso, inutile e dannoso per chi ne confuta contenuto e motivazioni, apporterebbe?”
Tarsia: “Innanzitutto c’è da segnalare che un esposto alla Corte dei Conti è aperto ad ogni cittadino. Sarebbe comunque da valutare, eventualmente, solo dopo una pronuncia positiva da parte del Tar. Ne ridiscuteremo a tempo debito.”
Ricciardi: “Paradossalmente, ci sono, invece, casi di graduatorie esaurite (ad esempio, di lingua spagnola, ma non solo), per le quali, invece, il concorso non è stato indetto: in che modo considera questo modo di procedere "al contrario", da parte del ministro?”
Tarsia: ”Su questo punto si concretizza l'ulteriore vulnus giuridicamente rilevante. Il mio studio legale sta analizzando la ripartizione dei posti destinati al concorso in tutta Italia, e quello che ne sta venendo fuori è un quadro sconfortante: tantissime classi in cui le graduatorie sono esaurite, ma non è stato indetto il concorso, e altrettanti casi di graduatorie stracolme, con presenza di molti docenti di ruolo perdenti posto, in cui il concorso sarà effettuato. E’ sinceramente difficile riuscire a dare una spiegazione logica… Quel che è certo è che tutte queste assurdità saranno analizzate dai giudici del Tar del Lazio: la mia fondata speranza è che le centinaia di docenti a cui il concorso ruberà il futuro e che, pertanto, si stanno rivolgendo al mio studio legale, possano ottenere giustizia attraverso il blocco di questo concorso inutile, costoso, ingiusto.”
Introduzione e quesiti di Antonella Ricciardi; intervista ultimata il 28 ottobre 2012

 
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