Sant’Angelo in Formis (CE) – Si festeggia Sant’Antonio da Padova

È già da qualche settimana che si sentono per le vie del paese le note di un’allegra musica popolare. sono quelle del “Carro arriffe” e così hanno preso inizio i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio. È una simpatica ed antica tradizione che ancora oggi si perpetua in paese, in concomitanza delle feste in onore dei Santi patroni e protettori del luogo: San Michele, Sant’Antonio e la Madonna del Carmelo.
Contemporaneamente, nella chiesetta di S. Jorio, inizieranno i riti religiosi in onore del Santo: la recita del Santo Rosario con la Tredicina, a cui seguono le Sante Messe. Si tratta di un carro trainato da un trattore, addobbato con rami di palma, fiori e corredato di apparecchiature per trasmettere le musiche di tradizione popolare, dove fisarmoniche, clarinetto, tromba, sax e semplici basi ritmiche la fanno da padrone. Ovviamente nel territorio campano ve ne sono di diverse tipologie, da quelli semplici a quelli più complessi.
Il carro di Sant’Angelo, a cura del Comitato dei Festeggiamenti di Sant’Antonio guidato da Pasqualino Majella con Franco Monaco, Roberto Nardiello, Sebastiano Nardiello e Michele Miccio, mantiene viva questa tradizione sempre legata alla cultura agricola e contadina della zona. Ero una bimba quando aspettavo con la nonna il passaggio del carro di Sant’Antonio, Santo a cui lei era particolarmente devota, e mi faceva partecipare alla consegna di qualche offerta. Cose semplici che si trovavano in casa. qualche fiasco di vino, bottiglie di salsa di pomodoro o una pagnotta, a cui si accompagnava, là dove c’era la disponibilità, una banconota da MILLE LIRE. I vari prodotti poi venivano posti all’arriffa, il cui ricavato serviva all’organizzazione della festa stessa.
Anche oggigiorno, al passaggio del carro, gli abitanti offrono quel che hanno in casa: un fiasco di olio o di vino, due pacchi di pasta, un po’ di freselle, un sacchetto di patate e qualche bottiglia di liquore… Siamo passati all’Euro, ma “la sostanza” è rimasta. E si è svolta nella serata di sabato 6 giugno alle 20.00, sul sagrato della chiesetta di Sant’Jorio, “l’arriffa dei doni”, che sono andati al miglior offerente. Domenica 7 giugno, al termine della Santa Messa pomeridiana, si è svolta la processione del Corpus Domini per le vie del paese, con rientro in chiesa sotto le luminarie accese.
Tutti i riti previsti in onore di Sant’Antonio culmineranno il giorno 13 giugno con la processione della sacra Immagine lungo le vie principali della nostra comunità, accompagnata dalle autorità civili e militari e dai fedeli. È sempre molto vivo e sentito il culto nei confronti del Santo, per il quale si nutre una venerazione molto profonda sin dal lontano 1906, quando la sua statua fece l’ingresso in paese, portata dai francescani di S. Maria C.V. e allocata nella nuova chiesetta sorta nel nascente borgo S. Jorio.
I festeggiamenti in onore del Santo termineranno domenica 14 giugno con le esibizioni, a partire dalle 8.30 del mattino, del Concerto Bandistico “U. Valerio” Città di Marcianise, diretto dal Maestro Giuseppe Abitino, che sfilando per le vie del paese eseguirà festose marce. La banda durante il tragitto sarà preceduta dal Gruppo Folkloristico “Gold Stars” di Sant’Angelo, curato da Francesco Manco e Roberta Ragozzino. Spettacoli musicali si alterneranno durante l’arco della giornata nelle varie piazze del paese ai riti religiosi.
A chiusura della giornata festiva, alle ore 19.30, in piazza S. Jorio, ci sarà la Solenne cerimonia Eucaristica presieduta da Frate Antonio Violante O.F.M. e concelebrata dal nostro Reverendo Don Franco Duonnolo, con l’accompagnamento vocale e instrumental della “Corale Polifonica S. Cecilia” diretta dal Maestro Ciro Monaco.
La Tredicina che ha accompagnato tutto il periodo di preparazione spirituale nei solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio è una delle devozioni caratteristiche che si manifestano al Santo di Padova, alla cui festa ci si prepara per ben tredici giorni (invece dei soliti nove giorni della novena). La devozione ha origine dalla convinzione popolare che il Santo conceda ogni giorno ai suoi devoti ben tredici grazie, e anche dal fatto che la sua festa ricorre proprio il 13 del mese. Ecco le tradizioni che si perpetuano nel tempo e di cui si trasmette il testimone alle nuove generazioni… Non è raro, infatti, vedere su quel carro un bimbo o una bimba che accompagna il nonno… Non ci resta che dire. “Sant’Antò, pienzece Tu e pe’ munno ‘nguerre, dacci ‘na mano!”
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