Bellona (CE) – Una foto diventata simbolo a mezzo secolo dallo scatto

La fotografia ha il potente dono di fermare il tempo, catturando momenti che parlano all’anima umana, evocano emozioni profonde e spesso diventano simboli di momenti della vita di più persone. Cosa succede quando una fotografia smette di essere solo un documento e diventa un simbolo? Alcune immagini riescono a superare la contingenza del momento e a scolpirsi nella memoria … Il 19 agosto 1893 viene considerato il giorno in cui è nata la fotografia. In quella data, infatti, l’Accademia delle Belle Arti di Parigi espose la prima camera oscura con cui Joseph Nicéphore Niépce 13 anni prima aveva scattato la prima fotografia della storia. Nei decenni successivi, grazie alle nuove tecnologie e studi in questo ambito, ci fu una inesorabile e progressiva nascita di aziende che producevano camere oscure, prime macchine fotografiche e relativi accessori, arrivando alla tecnologia moderna dello Smartphone. Passeggiando per via Regina Elena a Bellona, e fermandosi al civico n.63, si arriva da Michele Zambardino, noto esercente locale di professione barbiere, da ben 40 anni. Ma entrando all’interno dell’esercizio ed alzando lo sguardo sulla parete centrale, difficilmente non si può notare una foto scolastica “vintage” in formato 50×70 scattata 50 anni orsono, in cornice che rappresenta Michele con i suoi amici e l’insegnante di classe della scuola elementare. Precisamente, si tratta della classe quinta maschile dell’Istituto scolastico elementare “Giuseppe Fanciulli” di Bellona e l’Insegnante era Angelantonio Falco (fratello maggiore del nostro Direttore di testata giornalistica) riferito all’anno scolastico 1975 – 1976. Ebbene, Michele, insieme a Domenico Valeriani, suo amico di classe e nostro Vicedirettore di testata giornalistica, in occasione del cinquantesimo della foto (1975 – 2025) hanno voluto dare inizio ad un progetto di conservazione della memoria storica del territorio (identità territoriale) di “Chi eravamo e chi siamo” attraverso una collezione ed esposizione di foto scolastiche che un tempo si usavano scattare, grazie al buon fotografo Antonio Ragozzino che ogni anno scolastico, prima delle festività natalizie effettuava per le classi dell’edificio elementare. In effetti ricordare è anche un modo per tener vive le persone in esse fotografate e che a distanza di decenni, figli, nipoti ed amici, possono andare a vedere presso la barberia di Michele. Inoltre, la nostra Direzione giornalistica, si augura che altre iniziative simili possano essere promosse presso altri esercizi pubblici del territorio poiché possano essere, ancor di più, motivo di incontro tra persone, socializzando e condividendo informazioni piacevoli di un tempo, attuali e per il futuro. Continuare a lasciare tracce positive di iniziative culturali come fatto da numerosi personaggi nel tempo significa aumentare quel bacino di ricchezza culturale e, partendo da semplici progetti come “Una foto divenuta simbolo”, è come se fosse un “granello di sabbia nel deserto”, iniziative di cui i nostri territori hanno bisogno. Non è da sottovalutare anche eventuali progetti scolastici con raccolta di foto “vintage” delle classi ad ogni livello e/o associazioni varie del territorio per poterci creare un progetto della memoria storica territoriale, poiché ogni iniziativa che parte dalla scuola e delle associa è sicuramente un investimento culturale ed oltre a realizzarle è importante conservarle e migliorarle nel tempo. Ritornando alla nostra foto “vintage”, infine, ci piace ricordare i nominativi degli alunni presenti nella foto storica, così, partendo da sinistra in alto: Domenico Sanfelice, Agostino Guarino, Gabriele Graziano, Eugenio Salerno, Giuseppe Carusone, Angelantonio Falco (Insegnante), Pasquale Giudicianni, Angelo Graziano, Antonio Giacobbone, Antonio Salerno, Antonio Plumitallo, Michele Zambardino, Salvatore Valeriani, Paolo Fasulo, Domenico Valeriani, Antonio Graziano, Ambrosio Casale, Michele Graziano, Gennaro Spano, Giuseppe Vigliucci, Pasquale Di Febbraro e Italo Mauro. Come tanti altri questi erano giovani pieni di voglia di vivere e di realizzarsi nel percorso di vita a loro concesso.
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