Renato Carpentieri, il Teatro e oltre

Grazia D’Arienzo, giovane teatrologa di Solofra, collaboratrice dell’Università degli Studi di Salerno sulle Cattedre di Drammaturgia e di Storia dello Spettacolo, ha pubblicato, per Liguri Editori, il suo ultimo lavoro “Renato Carpentieri – L’attore, il regista, il dramaturg”. Si tratta di una prima monografia sull’artista Carpentieri, importante esponente della scena teatrale e cinematografica italiana, dove, in modo attento e particolareggiato, vengono esaminate le sue interpretazioni per il grande schermo, e soprattutto la sua variegata quarantennale attività di regista, attore e autore teatrale. Il saggio ricostruisce il percorso artistico del Carpentieri, vincitore del David di Donatello 2018 come “Migliore Attore Protagonista” nel film “La tenerezza”, regista Gianni Amelio.
IL Proscenio, giornale d’informazione del Teatro in Campania, nel numero di Dicembre 2019/Gennaio 2020, nella sezione “Il Libro”, curata da Antonio Tedesco, scrive che il saggio della D’Argenzio su Carpentieri è una storia di vita e di teatro che non sono scindibili nell’esperienza di chi come il Nostro non ha mai separato l’impegno artistico da quello civile e politico, privilegiando il primo in alcuni momenti della sua lunga carriera per veicolare e diffondere gli altri due. Un percorso esistenziale da considerare nel suo complesso, dunque, e che l’Autrice ripercorre con ammirevole scrupolo critico, analizzando con precisione, acutezza e ampiezza di documentazione i vari aspetti di una carriera artistica lunga, articolata in più fasi e che, partendo dal teatro, si è diramata anche, in maniera significativa, nel cinema e nella televisione, ma conservando sempre una coerenza di fondo, senza mai tradire i propri principi e i propri presupposti. Nel libro la D’Argenzio mette in luce altri aspetti della carriera artistica del Carpentieri che ha raggiunto la piena notorietà come attore, ma ha svolto al contempo una preziosa attività di promozione artistica e culturale attraverso le sue regie finalizzate non solo alla semplice messa in scena di uno spettacolo, ma ad un percorso di conoscenza e consapevolezza del proprio lavoro per gli attori che vi partecipavano. Una presa di coscienza del lavoro come linguaggio artistico capace di comunicare sempre qualcosa di più oltre la superficie “scenica” dell’allestimento. Alessandro Toppi il 14 dicembre u.s. sul quotidiano “la Repubblica” scrive che Carpentieri sta incidendo da decenni la vivente storia culturale di Napoli col solo modo in cui un attore può: simulando la vita, perché ci giunga qualcosa d’autentico. Carpentieri, per Toppi, è stato ed è questo ed altro e lo è con i mezzi che un attore ha: l’intelletto, il corpo e la voce e dunque il tono, il silenzio, lo sguardo, questo gesto minimo con cui rende non dimenticabile il suo personaggio.
Renato Carpentieri nasce a Savignano Irpino il 2 aprile 1943 e vive a Calvi Risorta dal 1958 al 1968, dai 15 ai 25 anni d’età, per poi trasferirsi a Napoli per motivi di studio e di lavoro. L’Amministrazione Comunale di Calvi Risorta, Sindaco Giovanni Lombardi, nella seduta consiliare del 27 luglio 2018 gli conferisce la Cittadinanza Onoraria per aver “(…) preso parte a grandi successi cinematografici e teatrali restando sempre legato alla cittadina di Calvi Risorta, dove ha vissuto per tanti anni e dove risiede la sua famiglia, per la quale ha sempre espresso affetto …”. La cerimonia ufficiale di consegna della certificazione della Cittadinanza Onoraria si tiene il 16 agosto 2019 e il Carpentieri nel ringraziare la Comunità calena afferma “Se oggi sono in grado di calarmi nelle parti di un contadino, di un operaio o di un intellettuale è perché tutti questi personaggi li ho conosciuti a Calvi Risorta, dove ho ricevuto la mia formazione politica ma anche artistica”.

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