La mela proveniente dagli Inferi

“D’autunno si levan le foglie l’una appresso dell’altra, fin che ‘l ramo vede alla terra tutte le sue spoglie”. Questa citazione dantesca ci introduce in una tipica atmosfera autunnale, quando la natura diventa pittrice con l’imperdibile gioco cromatico dei colori delle foglie: giallo, arancione, rosso, bronzo. Durante la stagione più colorata dell’anno, quella che ha ispirato bellissime rime di scrittori e poeti, in Campania primeggia sui banconi della frutta la regina delle mele: la mela annurca. Tipica della nostra regione, specie dell’area flegrea, dell’aversano e di alcune zone della provincia di Caserta e di Benevento, essa ha origini molto antiche. Pare, infatti, che sia presente in Campania da almeno due millenni. Ne sono testimonianza gli antichi dipinti rivenuti negli scavi di Ercolano, tra cui il mosaico della Casa di Poseidone e Anfìtride, un dipinto della Casa dei Cervi, mentre in Pompei si trovano mele nei dipinti della Casa di Castore e Polluce, su Adone nella casa di Adone ferito, nella grande sala della Casa di Meleagro, nel cesto sotto Priapo della Casa del Vetti, nel cubicolo al centro del peristilio della Casa di Orfeo. La sua provenienza da Pozzuoli è attestata dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, che la chiama Mela Orcula sottolineando il suo legame con l’area puteolana, dov’è presente il lago Averno, sede degli Inferi (Orco era il dio degli Inferi nella mitologia romana). Più moderna la testimonianza di G. B. Della Porta che nel suo Pomarium scrive: “Le mele che da noi vengono da Pozzuoli sono con la corteccia tutta rossa, in modo da sembrare macchiate di sangue e di dolce sapore. Nell’estrema maturità si anneriscono come le more, volgarmente dette mele Orcole”. Un cenno alla gustosità della mela annurca proviene da G.A. Pasquale che nel suo Manuale di Arboricoltura riferisce “che la mela annurca è ancora la più comunemente usata a Napoli, e propria delle sue campagne. Fra tutte la più deliziosa. Nel resto delle provincie meridionali manca o vi è rara”. Una caratteristica della mela annurca è il trattamento riservatole subito dopo la raccolta. Difatti, essa non viene immediatamente consumata, ma, colta dall’albero ancora acerba, viene fatta maturare fino a dicembre sui melai, letti di paglia esposti al sole che impediscono alle mele di marcire. Anche se alla vista non è particolarmente invitante per la sua forma irregolare e per il colore non esattamente uniforme della buccia, la mela annurca ne acquista in bontà con la sua polpa succosa, aromatica e croccante.

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