Scandalo promozioni alla provincia, favoriti Sindacalisti e Politici, le proteste dei dipendenti

Un’altra rogna per il presidente Zinzi, che comunque non c’entra personalmente. Scandalo all’Ente Provincia, che non è solo politico ma anche tecnico. Riguarda i 70 nuovi incarichi ai dipendenti, che comportano un grosso aggravio economico per le casse dell'amministrazione provinciale, a causa dell'aumento salariale medio mensile di 1.000 euro a persona. “Registi, autori ed attori di questo scandalo” – ha affermato Mario DE FLORIO, segretario regionale della CISAS che, in proposito, ha avuto un incontro con i dipendenti mortificati da quest'operazione – “sono tutti i sindacalisti aziendali – questa volta tutti –  e molti dipendenti, attivisti e professionisti della mala politica. Questi, i soli ad essere beneficiati con l’erogazione media di  12.000 euro all’anno per funzioni, quasi mai ricoperte essendo – per lo più –  non presenti effettivamente in servizio od al lavoro. Appena saputi i nomi dei colleghi fortunati, è scoppiata una mezza rivolta fra i dipendenti provinciali, specialmente fra quelli aderenti ai sindacati Cisl, Uil, Cgil, Ugl, diccap e Cisal, a causa dei fortunati sindacalisti aziendali premiati, fra cui Solino, Martino, Vernile, Fedele, Lettieri, Iannone, Pizzuti, Scalera, e gli esponenti politici, tra cui Sorrentino, Gentile e Tari,  mai presenti. Nei giorni scorsi” – ha aggiunto l'esponente sindacale in una nota diffusa – “vi erano state delle polemiche da parte della Cgil, subito sedate con l’inclusione negli incarichi di tutti i rappresentanti sindacali, che avrebbero dovuto tutelare i dipendenti della Provincia ed essere garanti della correttezza della intera procedura selettiva adottata con i vertici Amministrativi della Provincia. Per evitare che alcuni potessero esternare, sono stati subito inclusi nei 70 incarichi anche quei rappresentanti sindacali, che prima non erano inclusi, quali Giovanni Solino Cgil, Salvatore Fedele Cisal e Angelica Pizzuti Ugl. La Pizzuti, persona di fiducia del presidente Ventre, da lui assunta ed utilizzata a capo della sua Segreteria particolare. Mortificati” – ha tenuto a sottolineare De Florio – “invece, i dipendenti Alfonso Leone e Giuseppe Falco, perché esclusi. Con questa operazione, si doveva ridurre drasticamente il numero degli incaricati e le risorse economiche, attese le difficoltà dell’Ente. Invece, nulla è cambiato a seguito dei 70 incarichi assegnati, tranne il silenzio di tutte le Confederazioni e dei Partiti, compresi quelli dell’opposizione. Unica differenza” – accusa il sindacato – “prima erano presenti solo i rappresentati sindacali della Cisl, Uil e Diccap, mentre ora sono presenti anche i rappresentanti dell’Ugl con Pizzuti, Cgil con Solino e Cisal con Fedele. Dopo essersi lamentati con le proprie Confederazioni, non intervenute, un gruppo di lavoratori ha contattato la CISAS, unica Confederazione non compromessa nella operazione clientelare. Allo Sportello del Cittadino” – ha, infine concluso De Florio – “hanno evidenziato ogni cosa. Successivamente, si sono incontrati con me e col responsabile del Dipartimento Lavoro, Biagio Savinelli, esperti della materia, ai quali hanno chiesto di interessarsi della questione anche per sapere quali fossero stati i criteri adottati nel premiare solo quei  70 dipendenti”.

   

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