San Giovanni a Teduccio, della VI Municipalità di Napoli ha scelto il decoro: la rivoluzione gentile dei ragazzi che difendono la bellezza

C’è una periferia che non si rassegna all’abbandono e che ha scelto di ripartire dai suoi simboli più preziosi. Lunedì 22 e martedì 23 giugno 2026, le strade di San Giovanni a Teduccio hanno vissuto una mobilitazione spontanea e corale, capace di unire la salvaguardia della memoria storica alla tutela ecologica del territorio.
Il fulcro di questa ondata di partecipazione è stata la seicentesca Cappella del Santissimo Rosario, in Corso San Giovanni, trasformata per quarantott’ore nel quartiere generale di una straordinaria lezione di educazione civica all’aperto.
L’edificio storico, di proprietà della Curia napoletana, ha mostrato finalmente la sua facciata monumentale, liberata dai ponteggi dopo i delicati interventi di consolidamento strutturale. Ma la ritrovata armonia architettonica della cappella, che a breve vedrà anche l’avvio dei restauri interni, strideva da tempo con il degrado dello spazio circostante, spesso trasformato in una discarica a cielo aperto da sversamenti illeciti. Proprio per aggredire questo problema, l’Azienda Servizi di Igiene Ambientale Napoli – A.S.I.A. ha collocato un proprio info-point davanti alla chiesa, lanciando una campagna d’ascolto pensata per intercettare le denunce dei residenti e proporre soluzioni concrete. L’iniziativa del 22 e 23 giugno è stato solo il primo passo di una strategia più ampia: i promotori hanno già confermato che l’area sarà presto sottoposta a controlli più severi e protetta da un sistema di telecamere di videosorveglianza.
A fianco del personale dell’azienda ambientale, dei rappresentanti della municipalità, si è schierata in prima linea una rappresentanza degli alunni del locale Istituto Comprensivo Statale “46 Scialoja Cortese Rodinò”. La loro presenza ha radici lontane, dato che gli alunni dell’Istituto hanno adottato simbolicamente tale luogo di culto negli anni scorsi per sottrarlo all’oblio.
Le scolaresche, impegnate nelle attività di campo estivo scolastico, hanno preso possesso del marciapiede con il titolo emblematico di “Sentinelle del Rispetto”. Insieme ai loro genitori, i piccoli attivisti hanno esposto cartelli e striscioni colorati realizzati durante le ore di lezione, contenenti messaggi diretti a risvegliare la coscienza ecologica della cittadinanza. Una parte di questi manifesti è stata poi posizionata dalle famiglie nei punti più critici del quartiere per garantire che l’appello al decoro restasse visibile anche nei giorni successivi.
La mobilitazione si è presto trasformata in un’indagine sul campo. I ragazzi hanno fermato i passanti per sottoporli a un questionario sulle abitudini legate alla raccolta differenziata, raccogliendo dati statistici utili per i progetti didattici nella scuola. Davanti ai cittadini meno informati, gli studenti si sono fatti educatori, distribuendo i vademecum di A.S.I.A. e spiegando le buone pratiche del riciclo. L’evento ha coinvolto intere famiglie, che hanno approfittato del presidio per confrontarsi direttamente con gli operatori sui dubbi legati alla gestione quotidiana dei rifiuti domestici.
Il successo dell’iniziativa riflette l’efficacia di un’alleanza comunitaria molto vasta. Il recupero della Cappella del Rosario è stato caldeggiato e sostenuto dal Vicario foraneo diocesano, dalla Parrocchia San Giovanni Battista, dal Comitato Civico e da una fitta rete associativa territoriale tra cui ACLI Beni Culturali, Barra R-Esiste, Figli in Famiglia, l’ODV IL Sorriso, Gioco Immagini e Parole, Il mondo che Vorrei, Voce nel Deserto, Il Centro Subacqueo Sant’Erasmo.
Tutte le realtà del territorio si sono unite per difendere una struttura che custodisce sull’altare la splendida tela seicentesca della Madonna del Rosario, attribuita al pennello di Francesco de Amato su commissione di Felice Garofalo. L’orizzonte finale condiviso con la Curia diocesana è ambizioso: trasformare il monumento ritrovato in un centro permanente di aggregazione e promozione culturale per l’intera area orientale.
Ha tracciato il senso profondo dell’operazione la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale “46 Scialoja Cortese Rodinò”, Dott.ssa Rosa Stornaiuolo, che ha rivendicato il ruolo della scuola come motore del cambiamento sociale: “La scuola ha il dovere di abitare il territorio e trasformare la cittadinanza in azione concreta. Aver visto i nostri alunni diventare ‘Sentinelle del Rispetto’ davanti alla Cappella del Rosario, un bene che hanno adottato ed è rinato, ha dimostrato che la bellezza va difesa dal degrado. Insegniamo ai ragazzi che lo spazio pubblico appartiene a loro: la presenza dei genitori e la rete con A.S.I.A. e le Associazioni hanno dimostrato che quando San Giovanni a Teduccio unisce le forze, la rinascita della periferia diventa realtà, partendo proprio dai nostri studenti”.
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