Sant’Angelo in Formis – La Madonna della Scafa

Come è tradizione il Primo maggio gli abitanti di Sant’Angelo in Formis si recano in processione, con la statua della Madonna della Scafa, alla Cappellina che custodisce l’affresco della Madonnina che è ubicata nelle vicinanze del fiume. La cappellina fu costruita alla fine del ‘500, nei pressi di un boschetto di salici e pioppi là dove, nelle immediate vicinanze, vi era l’attracco della zattera che collegava le due sponde del Volturno tra Sant’Angelo e Triflisco. Alla Madonnina della Scafa, appunto, si rivolgevano gli scafisti addetti al trasbordo di persone e merci, chiedendo protezione durante il loro lavoro. Nella piccola abside, dietro l’altare, vi è l’affresco della Vergine con il Bimbo in braccio. Secondo la tradizione locale, l’immagine della Madonna sarebbe simile a quella della Madonna dell’Agnena e della Madonna del Santuario di Maria Santissima di Gerusalemme di Bellona. Una passeggiata in questi luoghi, per chi ama la natura, è sicuramente fonte di gioia, perché qui la vegetazione cresce rigogliosa. Al lato della Cappella si notano tracce di un altro impianto murario, in gran parte distrutto, destinato probabilmente ad una piccola sacrestia. La grande statua che riproduce la Madonna è custodita nella chiesetta di S. Jorio, a Sant’Angelo in Formis, ed è da qui che parte la processione dei fedeli il primo maggio. È con questo evento che iniziano i riti del Mese Mariano in paese. Una volta giunti alla cappellina, Don Francesco Duonnolo ha celebrato la Santa Messa, al termine della quale il Sacerdote ha proseguito con la consacrazione dei presenti alla Vergine Maria. Tale atto può essere correttamente definito come donazione di sé stessi alla Vergine Maria. (Con essa si intende qualcosa di più forte rispetto ad una semplice devozione e cioè il sentirsi figli di Maria e tributarle quell’onore minimo che un figlio deve dare alla Madre: si tratta di un dono affinché Lei disponga interamente di colui o di colei che le si consacra in modo che dipenda da Lei come un piccolo bimbo da sua madre). Intesa in questo modo, la consacrazione ha delle radici innanzitutto bibliche ed evangeliche. Si compie quindi la donazione-affidamento del figlio alla Madre e poi della Madre al figlio.
La località, in cui sorge la cappella, è stata testimone di importanti eventi storici. Solo per elencarne alcuni:
1) l’attraversamento del Volturno da parte dell’esercito di Annibale, nei pressi del ponte che ancora oggi porta il suo nome;
2) la battaglia del Volturno del 1860, nel corso della quale i garibaldini che, confluiti nell’Esercito meridionale, erano attestati sulle retrostanti alture di S. Jorio, mentre le truppe borboniche erano dislocate sulla contrapposta collina, nei pressi del monastero dedicato a Maria SS. di Gerusalemme, sul Monte Rageto di Bellona;
3) infine va ricordato che proprio, su quelle sponde del fiume, i militari del genio dell’esercito alleato americano, nel corso della Seconda guerra mondiale, realizzarono un ponte provvisorio per l’attraversamento del Volturno, dal momento che il ponte Annibale era stato abbattuto, proprio dagli alleati, durante i bombardamenti del settembre 1943.
Le antiche tradizioni che si perpetuano negli anni, fanno bene al cuore e all’anima. Una fortuna per chi le ha vissute, un tesoro per le nuove generazioni invitate e parteciparvi. Si va alla processione con la speranza nel cuore che la Mamma Celeste rimanga sempre al nostro fianco, ci sia di Conforto, oggi più che mai, e soprattutto che riporti la Pace in ogni angolo del mondo. Ne abbiamo più che mai bisogno al giorno d’oggi.
Sant’Angelo in Formis, 1° maggio 2026

Condividi questo articolo qui:
Stampa questo post Stampa questo post