Manfredonia – Festa della Liberazione – La banda musicale intona “Bella Ciao” ed i militari vanno via. IL DISONORE DIETRO LA DIVISA

Dalla pagina Facebook Raffaele De Santis riportiamo.
C’è qualcosa di profondamente marcio in chi indossa una divisa della Repubblica Italiana ma ne tradisce l’anima. Quello che è successo a Manfredonia il 25 aprile non è una “scelta politica”: è un atto di insubordinazione ai valori costituzionali.
Avete voltato le spalle.
Non solo a una canzone, ma al Gonfalone, al Sindaco e a quel sacrificio di sangue che vi permette, oggi, di vivere in uno Stato libero e non sotto una dittatura che vi avrebbe usati come carne da macello.
Soldati di chi?
Se “Bella Ciao” vi terrorizza, se il ricordo della Liberazione vi fa “imbastialire”, allora quella divisa che portate è solo un guscio vuoto. Siete soldati dello Stato o nostalgici del regime?
• Chi rifiuta il 25 aprile rifiuta la base logica su cui poggiano le nostre Forze Armate moderne.
Chi è pieno di ideologia fascista e sogna la guerra come soluzione, non è un servitore della Patria: è un pericolo per la democrazia.
Il paradosso del fascismo in uniforme
È la destra più becera e ignorante quella che si annida nei ranghi per sabotare la memoria. Portate le stellette sul bavero, le stesse che i partigiani hanno difeso per ridare dignità all’Italia dopo che il fascismo l’aveva trascinata nel fango e nella distruzione. Girarsi dall’altra parte mentre la banda suona l’inno della libertà è un gesto che puzza di viltà.
Siete piccoli. Siete così piccoli che una canzone cantata dai bambini vi toglie il sonno. Se non riconoscete la Resistenza, non riconoscete la Costituzione. E se non riconoscete la Costituzione, quella divisa non la state onorando: la state occupando abusivamente.
L’Italia è antifascista. Chi non lo è, deponga le armi e si tolga i gradi: non siete degni di rappresentarci.
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