Vairano Scalo-Liceo Musicale Da Vinci: dall’aula al Teatro San Carlo

Una canonica lezione in aula, talvolta, può trasformarsi in qualcosa di inimmaginabile, e questo è ciò che è accaduto al Liceo Musicale L. Da Vinci di Vairano Scalo Patenora, ieri sera, 9 aprile 2026; ma partiamo dall’inizio! Da qualche settimana il Prof. Antonio Bellone, Docente di Storia della Musica, nella classe quarta ha pensato a qualcosa di diverso da proporre ai suoi alunni, una sorta di lavoro innovativo e incisivo. Per capire con più chiarezza di cosa si tratta, ci rivolgiamo direttamente al Professore.
D- Prof. Bellone, da dove parte questa idea innovativa di fare lezione?
R- Parte dai laboratori interni alla materia che mi invento per rendere più interessante la lezione, blocco un po’ l’offerta didattica, quella frontale per intenderci, al fine di creare situazioni didattiche diverse, volte anche a valorizzare alunni che hanno le cosiddette “intelligenze diverse”, cioè tendo a far emergere anche quei discenti che rendono maggiormente in alcuni ambiti e meno in altri, dove la materia è vissuta in maniera più ordinaria.
D- A cosa si è ispirato?
R- Mi sono inventato la simulazione di un’impresa culturale, quelle già presenti nelle città, che di solito fanno capo alle associazioni e propongono visite, mostre, scavi archeologici, teatro, spettacoli e così via.
D- Come hanno risposto i ragazzi a questa sua iniziativa?
R- Ai ragazzi è piaciuta molto, e sono stati proprio loro a scegliere l’opera al Teatro San Carlo di Napoli. Avevano già fatto degli ascolti, ma non in particolare La bohème, essendo però, in programma al Teatro partenopeo si sono entusiasmati e ci siamo concentrati sullo studio dell’opera di Puccini.
D- È bastato solo questo studio per organizzare la partecipazione a teatro?
R- No, si è lavorato molto sulle problematiche legate all’organizzazione che c’è dietro.
D- Sarebbero?
R- Abbiamo simulato un’impresa e quindi abbiamo affrontato i problemi della divisione dei lavori, dei costi della fiscalità e tutto ciò legato a questo settore, anche per quanto concerne il mezzo di trasporto; poi, fortunatamente c’è stata l’adesione di docenti, della Dirigente, della DSGA e di altri ragazzi, sempre del liceo.
D- Che ricaduta didattica ha sui ragazzi, quanto realizzato?
R- Innanzitutto hanno imparato molto, e continueremo ancora con la valutazione delle criticità, dei punti di forza e di debolezza, teoricamente per progettare un altro lavoro simile, però questa volta tenendo conto delle esperienze già vissute.
D- Lei, come docente, si sente soddisfatto dell’entusiasmo dei suoi alunni e dell’esito positivo che ha ottenuto questa idea divenuta realtà?
R- Direi di sì, ho visto i ragazzi risolvere problematiche complesse, affrontare difficoltà e lavorare per trovare soluzioni efficaci, e questa è una competenza fondamentale per la vita. Ma anche vederli svolgere attività in gruppo, puntando alle sinergie per realizzare il loro progetto è stato bello per me. Ho imparato anch’io delle cose, ho scoperto qualità dei ragazzi che non conoscevo, alcuni uscendo dagli schemi soliti della lezione, si sono rivelati più interessati e disponibili alle attività. (Fine intervista)
Dalle pareti dell’aula scolastica si è passati al desiderio di toccare con mano la realtà studiata, e ascoltare dal vivo quelle note di Giacomo Puccini che avevano destato tanta curiosità. Con l’attenta regia del Docente, i ragazzi Martina Parillo, Antonio Palumbo, Paolo Marrandino, Ludovica Bovenzi, Leonardo Di Girolamo, Jonathan Sangermano, Guido Falese e Giuseppe Lettieri, animati dal desiderio di assistere a La bohème, la celebre opera lirica in quattro quadri, di Giacomo Puccini, hanno indossato gli abiti di abili manager, acquistando biglietti presso il San Carlo di Napoli (il teatro d’opera più antico del mondo costruito nel 1737, per volontà del Re Carlo III di Borbone), contattato un pullman privato per il trasposto di quanti avessero voluto condividere la partecipazione all’opera inserita nella corrente stagione lirica, il cui titolo pucciniano celebra anche i 130 anni della prima rappresentazione al Teatro partenopeo, avvenuta nel marzo del 1896. Gli intraprendenti musicisti in erba sono riusciti egregiamente e con determinazione nel loro intento, coinvolgendo compagni di scuola, Docenti, il Dirigente Scolastico Prof.ssa Antonietta Sapone e la DSGA Dott.ssa Pasqualina Cerbo del Liceo Da Vinci. Il folto gruppo ha partecipato allo spettacolo delle 19:00, godendo della bravura degli interpreti: Mimì interpretata da Elsa Dreisig, Rodolfo interpretato da René Barbera, Musetta interpretata da Maria Knihnytska, Marcello interpretato da Liam James Karai, Schaunard interpretato da Alessio Arduini, Colline interpretato da Gianluca Buratto, Benôit/Alcindoro interpretato da Matteo Peirone, Parpignol interpretato da Ivan Lualdi, Sergente dei Doganieri interpretato da Ciro Giordano Orsini, un doganiere interpretato da Giuseppe Todisco, un venditore ambulante interpretato da Mario Rosario Thomas. Direttore d’Orchestra Maestro Michele Gamba. L’opera in quattro quadri, con libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica e musica, ovviamente, di Giacomo Puccini. Sorprendente l’innovativa regia della catalana Bárbara Lluch che ha immaginato una Mimì stile Alice nel Paese delle meraviglie, desiderosa di vivere anche attraverso quei quattro amici un mondo fantastico e felice che non ha e che non avrà mai; le significative scene di Alfons Flores; i costumi di Clara Peluffo Valentini, colorati e fiabeschi, hanno ricordato un mondo gioioso, le luci di Urs Schönebaum hanno fatto percepire la gioia o il dolore della vicenda; i video sono stati curati da Tal Rosner, con la coreografia di Mercè Gran, l’Orchestra, e ancora il Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo, il Maestro del Coro Fabrizio Cassi, e il Maestro del Coro di Voci Bianche Stefania Rinaldi. Rilevante è stato il successo riscosso tra gli spettatori, che con incessanti applausi e standing ovation hanno mostrato alto gradimento per l’interpretazione e per la rappresentazione in generale.
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