Napoli – Inaugurazione Mostra di pittura su pietra lavica e Grafiche del Maestro Nicola Migliozzi

Domani, sabato 14 marzo 2026, alle ore 10.00, a Napoli, Basilica Reale Pontificia di San Francesco da Paola, verrà inaugurata la Mostra personale di pittura su pietra lavica e grafiche “Il pensiero dell’Infinito” del Maestro Nicola Migliozzi, figlio della generosa e creativa cittadina di Calvi Risorta (CE).
Le opere esposte nella Mostra sono afferenti a tre tecniche: pittura su pietra lavica con le opere: “La voce che non arde” – 2023, “Oltre il fuoco l’idea” – 2024, “L’ultimo pensiero di Giordano Bruno” – 2022; Studi grafici di tecnica mista su carta con opere del 2025 – 2026, opere grafiche della memoria: Napoli, Centro antico 1 – 2025, Nola, Centro antico 1 – 2025, Napoli, Porta San Gennaro – 2025, Napoli, luce serale 1 – 2025, Nola, Centro antico 2 – 2025, Nola, luce sulle case – 2025, Nola, profilo urbano – 2025, Paesaggio nolano 1 – 2025, Paesaggio nolano 2 – 2025, Nola, luce serale 2 – 2025; opere in ceramica: Poetico furore – 2025, Il cerchio dell’infinito – 2025, L’isola del pensiero – 2025.
Le opere di cui sopra sono riportate nel catalogo, il cui allestimento e coordinamento è stato curato da Elda Lia e le fotografie da Nicandro D’Onofrio, pubblicato dall’autore per l’evento.
Il catalogo si pregia della significativa dedica:
“A mio zio Oreste Salerno,
novantasei anni di storia,
disciplina e sapere.
Il mio punto di riferimento.
Nicola Migliozzi”
e della nota critica di Claudio Striati, Storico dell’arte, Soprintendente per il Polo museale romano dal 1991 al 2009 e divulgatore di Storia dell’arte, nella quale scrive: “Migliozzi è un’artista che vive la sua esperienza creativa soprattutto traendo ispirazione dal Mito classico e dalla dimensione religiosa cristiana. Le sue immagini sono in conseguenza soprattutto emblemi universali raffiguranti un mondo senza tempo e senza riferimenti espliciti ad una precisa realtà storica o individuale. Ma questo non significa che Migliozzi sia un pittore astratto dalla realtà o sognatore di utopie. E questa mostra centrata sulla figura storica di Giordano Bruno lo dimostra esaurientemente. (…) Un solenne omaggio, dunque, reso a un grande della storia universale da cui scaturisce un’intima, sentita preghiera che ci induce ad un momento non di retorica celebrazione ma di sentito rispetto
e dolente ricordo che l’Arte di Migliozzi laicamente consacra”.
L’inaugurazione della Mostra sarà impreziosita dagli interventi di Padre Mario Savarese, Rettore e parroco della struttura ospitante; Maria Rosaria Romano, Docente di Bioetica medica e Teologia morale e Filosofia della Pontificia Università del Sud Italia, Napoli, Istituto Superiore di Scienze Religiose – Capua; Antonella Tomeo, archeologa e Direttrice dell’Anfiteatro Campano, del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo.
Padre Savarese nel Catalogo ha scritto: “(…) Giordano Bruno è stato un filosofo rinascimentale chiave per il passaggio alla modernità, noto per aver teorizzato un universo infinito popolato da innumerevoli mondi. Sostenitore dell’eliocentrismo copernicano, Bruno ha rimosso la concezione geocentrica e gerarchica del cosmo, proponendo una visione panteistica in cui Dio, come anima del mondo, è immanente nella natura. In suo pensiero integra neoplatonismo, ermetismo e naturalismo. (…); Maria Rosaria Romano: “(…) Le opere pittoriche che raffigurano Giordano Bruno non sono semplici rappresentazioni; esse sono finestre aperte sull’infinito, specchi del pensiero di un filosofo che osò vedere oltre il finito, oltre il dogma, verso l’unità di tutte le cose. (…) Il pittore Nicola Migliozzi, come Bruno, non si accontenta della superficie: egli penetra la realtà, cerca il legame invisibile che unisce cielo e terra, materia e spirito, l’osservatore e l’osservato. (…)”; Antonella Tomeo: “Il tributo artistico del Maestro Nicola Migliozzi a Giordano bruno, una delle figure più alte e drammatiche del pensiero rinascimentale europeo, sembra incarnare, attraverso la potenza espressiva delle forme e del colore, il conflitto tra libertà di pensiero e autorità dogmatica che si sublima nella radicale difesa dell’autonomia della ragione. (…)”.
La Mostra potrà essere visitata fino a domenica 26 aprile 2026.
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