Così Meloni ha tagliato 13 miliardi alla sanità pubblica

Dossier Today.it – “Siamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale”. Così Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, ha presentato lo stato della sanità italiana già raccontato bene da Dossier Today.it. Parole pesanti, accompagnate dai dati contenuti nel nuovo rapporto sul servizio sanitario nazionale che confermano una tendenza di fondo: la sanità pubblica è in ritirata, e il Governo Meloni non sembra intenzionato a invertire la rotta.
Dopo un decennio di tagli e un triennio (2020-2022) in cui la pandemia aveva imposto risorse straordinarie, il fondo sanitario nazionale è formalmente cresciuto – da 125,4 miliardi del 2022 a 136,5 miliardi nel 2025 – ma la crescita è solo apparente. L’inflazione e l’aumento dei costi energetici hanno eroso gran parte degli incrementi, mentre la spesa sanitaria in rapporto al PIL è in calo: dal 6,3% del 2022 al 6,1% nel 2024-2025.
In termini reali, la sanità pubblica ha perso oltre 13 miliardi nel triennio 2023-2025. E la quota di PIL destinata al Fondo sanitario nazionale scenderà ancora: al 5,9% nel 2027 e al 5,8% nel 2028. Il risultato, avverte Cartabellotta, sarà devastante per i conti regionali: “Senza un deciso rifinanziamento, le Regioni saranno costrette a ridurre i servizi o ad aumentare le tasse”.
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