I Campi Flegrei

Gli antichi romani definivano questo territorio Phlegrae campi per la loro capacità di ardere e per la presenza di fumarole che emanano gas e vapori. La morfologia del territorio ha subito variazioni per la presenza dell’attività vulcanica della cosiddetta Caldera. Il territorio è caratterizzato da alture dolci intervallate da piccoli laghi: lago Lucrino, lago Fusaro, lago Miseno, lago di Averno di origine vulcanica. Gli agenti atmosferici hanno livellato crateri poco elevati, di cui la solfatara è il più noto. Questa terra è stata narrata da Omero e Virgilio ed ha accolto prima i Greci che abitavano Cuma e poi gli Imperatori di Roma. Oggi l’area è tutelata dalla istituzione di un parco regionale che comprende le isole di Nisida, Procida, Vivara sulla quale si affaccia il golfo di Pozzuoli. Si assiste in quest’area al fenomeno geosismico del bradisismo che consiste in movimenti verticali del suolo, lo dimostra la presenza di fori lasciati dai molluschi nelle colonne del tempio di Serapide segno che il tempio era rimasto sommerso dalle acque. Serapide era un mercato pubblico romano costituito da 36 tabernae e da una struttura circolare posta al centro circondata da colonne di marmo africano. Queste colonne sono state utilizzate come metro di riferimento per la verifica di livelli di innalzamento e abbassamento del suolo. Purtroppo, questo territorio è stravolto da eventi tellurici che ne hanno mutato l’aspetto geofisico. Uno dei più eclatanti risale al settembre 1538 quando in 48 ore si formò addirittura il monte Nuovo alto 140 metri sulle sponde dei laghi d’Averno e Lucrino. In questo periodo si stanno avvertendo numerose scosse telluriche dovute a fenomeni di abbassamento e sollevamenti rapidi di 15 cm mensili del sottosuolo dei Campi Flegrei e sono state avvertiti anche nell’area occidentale di Napoli. Attualmente il dipartimento della Protezione Civile ha stabilito il livello di allerta Giallo.

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