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Don Valentino Picazio ed il convegno sulle sfide educative PDF Stampa E-mail
Scritto da Nunzio De Pinto   
mercoledì 10 marzo 2010
Si è tenuto ieri pomeriggio presso la Biblioteca dell'Istituto “San Pietro” del Seminario Vescovile sito in Piazza Duomo a Caserta, il Convegno sulle "Sfide Educative organizzato da Don Valentino Picazio, Direttore dell'Ufficio per la cultura, l'educazione, la Scuola, della Diocesi di Caserta, e la professoressa Angela Gionti. Al convegno ha partecipato anche Monsignore Pietro FARINA, Vescovo della Diocesi di Caserta. Hanno relazionato il Prof. Giuseppe Desideri, Presidente Nazionale dell'A.I.M.C. (Associazione Italiana Maestri Cattolici), cooordinerà i lavori la Professoressa Anna Orsi, Docente I.R.C. Scuola Secondaria II Grado, mentre il  dibattito sarà animato dalla dirigente scolastica Adele Vairo dell'Istituto comprensivo Statale "Alfonso Ruggiero", Caserta. “Educare, oggi” - è stato sottolineato nel corso del convegno - “richiede tempo e la nostra generazione invece il tempo lo riduce. Il vuoto educativo è stato sostituito dal "pieno televisivo", tanto per intenderci rappresentato dalle tante proposte alla Maria de Filippi; mentre la generazione dei nostri nonni prevedeva un'educazione tra pari e diverse figure parentali educative. E' imbarazzante pensare ad una società che si vede ridurre i tempi scolastici proprio quando dovrebbe chiedere che vengano occupati gli spazi che la Famiglia non può più occupare. Il vuoto educativo è riempito dai genitori dal senso di colpa, che toglie la distanza educativa, per sostituirla con un'ossessiva vicinanza. I genitori si fanno camerieri dei figli, senza cercare i “talenti dei propri ragazzi”, senza farli crescere. Bisogna partire dal presupposto che i ragazzi siano intelligenti, perchè educare significa rischiare: chi non sa rischiare non può fare l'educatore. Parte del rischio è anche la consapevolezza che educare non è democratico, l'insegnante è il capitano e i ragazzi i suoi marinai che devono potersi fidare di chi li guida. Il capitano non negozia, perchè conosce la meta e sa affrontare le intemperie. L'insegnante deve essere umile per poter crescere insieme ai suoi ragazzi, essere severo senza scordarsi di sorridere. L'insegnante deve essere in grado di insegnare le emozioni. Non si tratta di colmare i vuoti, ma solo dare gli strumenti affinchè si possa imparare a colmarli. I ragazzi in preda al vuoto educativo non crescono: invecchiano e basta! Coltivare le differenze e cogliere la sfida che gli adolescenti ci lanciano dà loro quel giusto riferimento che insegna a Pensare. 
 
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