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Quando il capriccio di un uomo può scatenare una guerra PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Navatta   
mercoledì 06 dicembre 2017
Oggi il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che entro i prossimi sei mesi l’ambasciata statunitense in Israele sarà spostata da Tel Aviv a Gerusalemme;  il tycoon riconosce inoltre la “Città Santa” come “capitale dello Stato Israeliano”, in accordo con una legge americana del 1995. Gerusalemme divenne territorio internazionale nel 1948, data la sua importanza storica e culturale per le tre grandi religioni monoteistiche. Però la città fu occupata dall’esercito israeliano nel 1967 e nel 1980 la città fu dichiarata capitale dello Stato d’Israele. La comunità internazionale non ha mai riconosciuto questa dichiarazione unilaterale, che potrebbe essere esplosiva in una regione da sempre divisa tra palestinesi e israeliani, che nella “Città Santa” convivono da sempre. Le dichiarazioni di Trump hanno scatenato l’ira del mondo arabo: l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha espresso le sue perplessità per una soluzione politica che mina le linee guida espresse dagli accordi di pace di  Oslo del 1993; Hamas, il gruppo terroristico palestinese, ha promesso una nuova “intifada” se Gerusalemme sarà dichiarata capitale; La Lega Araba ha invece rimarcato la “pericolosità” del gesto di Trump, che minaccia la stabilità già fragile dell’intera regione; inoltre il presidente turco Erdogan ha dichiarato che questa è “la linea rossa per i musulmani”; dello stesso avviso è il presidente iraniano Rohani, che ha invitato tutti i Paesi arabi a rompere le relazioni con Israele. Anche il mondo politico occidentale ha criticato questa presa di posizione del Presidente americano: l’ONU ha condannato la decisione unilaterale presa dagli States; il Presidente francese Macron si dice “preoccupato” per la situazione di Gerusalemme; inoltre Papa Francesco ha ribadito di mantenere lo status quo ante nella questione, per favorire il processo di pace della regione. Dal canto loro, le autorità israeliane, tramite la voce del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, affermano che Gerusalemme è “capitale unica e indivisibile … capitale del popolo ebraico da tremila anni e la capitale di Israele da settanta”, attizzando ulteriormente il fuoco. Il Presidente Trump ha affermato di voler intraprendere “un nuovo approccio al conflitto isralo-palestinese”. E questo spaventa il mondo. Il Medio Oriente è una polveriera pronta ad esplodere in qualsiasi momento: in Siria si sta ancora combattendo un conflitto che ha già lasciato sul campo quasi cinquecentomila vittime; il Libano vive un caotico momento di transizione politica; l’Iraq è impegnato nella lotta contro Daesh; l’Iran e l’Arabia Saudita sono ai ferri corti per la questione dello Yemen; la Turchia vive in una dittatura che sta man mano distruggendo ogni principio democratico. E allora i capricci di un politico dovrebbero essere assecondati per il bene della vita umana.
 
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