La farsa del tetto ai prezzi – La buffonata italiana di Eni e del Governo Meloni

Francesco Michelotti – Chiamiamola con il suo nome: una presa in giro. Dopo mesi di rincari insostenibili, di speculazione selvaggia alla pompa, di un’inflazione che ha divorato stipendi e risparmi mettendo in ginocchio lavoratori e lavoratrici, il Governo Meloni e Eni ci presentano il loro grande capolavoro: un fantomatico “tetto” ai prezzi del carburante. Un tetto deciso da Eni, all’insaputa del Governo stesso – o almeno così ci raccontano – che durerà al massimo fino a dicembre. Una misura temporanea, volontaria, non strutturale. Una elemosina. Una buffonata italiana in piena regola. Dov’è il tetto strutturale? Dov’è la tassa sugli extra-profitti miliardari che Eni e le altre compagnie petrolifere hanno accumulato proprio grazie alla guerra, proprio mentre le famiglie italiane non sapevano come fare il pieno per andare a lavorare? Quella tassa non c’è. Non se ne parla. Perché mettere un tetto vero ai profitti delle fossili significherebbe intaccare gli interessi di chi conta davvero, mentre è molto più facile fare un teatrino per qualche mese. Per mesi hanno lasciato correre. Hanno lasciato che la speculazione facesse il suo corso. Hanno visto l’inflazione esplodere e hanno risposto con il silenzio, o peggio, con la propaganda. E mentre il Paese affondava, cosa faceva la nostra Premier? Tutta bella rifatta, in prima fila alla fashion week, a sfilare e a sorridere per le fotocamere. Mentre fuori c’era chi contava gli spiccioli per la benzina, lei ci distraeva con decreti assurdi, irrealizzabili, spot elettorali che nessuno rispetta e che non servono a nulla se non a spostare l’attenzione. Questo è il punto: è un Governo vergognoso perché prende in giro l’intelligenza dei cittadini italiani. Ci crede stupidi. Pensa che basti un annuncetto di tre mesi firmato Eni per farci dimenticare un anno di salassi. Pensa che basti un vestito nuovo in passerella per farci dimenticare le bollette, il carrello della spesa vuoto, i salari più bassi d’Europa. Non è una politica energetica, è marketing. Non è una misura sociale, è una farsa. Un tetto che scade a dicembre non è un tetto, è una promozione del supermercato. E quando finirà, a gennaio, i prezzi torneranno a salire e ci diranno che è colpa della guerra, del mercato, dell’Europa, di tutti tranne che loro. L’Italia meriterebbe un Governo che metta un tetto strutturale ai prezzi, che tassa gli extra-profitti di guerra e li redistribuisce a chi lavora. Invece abbiamo un Governo che fa da testimonial a Eni.

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