Beppe Sala è finito sotto attacco per aver scelto di non partecipare alla cerimonia di intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi

La sua risposta, però, merita di essere ascoltata fino in fondo.
Sala aveva espresso pubblicamente la propria contrarietà a quella decisione e oggi ha scelto di non partecipare a una cerimonia che avrebbe celebrato qualcosa contro cui si era politicamente battuto.
Nello stesso momento, era a Inveruno per inaugurare una piazza intitolata a Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia nel 1980. Una scelta che, al di là delle appartenenze politiche, richiama il valore delle Istituzioni, della legalità e della memoria.
E alle critiche ha risposto così:
“Ma scusate, ho lottato contro questa decisione, cosa avrei dovuto fare?
Essere presente, con un finto sorriso?
Oppure essere presente e ribadire i miei distinguo?
Sono un uomo coerente e cerco di ricordarmene ogni giorno.
Segnalo che nello stesso momento ero, con la fascia di Sindaco Metropolitano, a Inveruno per inaugurare una piazza, al centro di un nuovo plesso scolastico, a Piersanti Mattarella.
Ho preferito essere lì”.
Si può essere d’accordo o meno con Beppe Sala. Si può discutere sulla scelta di intitolare un aeroporto a Berlusconi. Si possono avere opinioni diverse sulla figura di Berlusconi.
Ma una cosa, almeno, dovrebbe essere riconosciuta: se un amministratore ha combattuto politicamente contro una decisione, non è obbligato a partecipare alla sua celebrazione con un sorriso di circostanza.
La coerenza, in politica, dovrebbe ancora avere un valore. E personalmente, in questo caso, la scelta di Sala la rispetto.
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