Le ventuno Donne “costituenti”

Il referendum indetto il 2 giugno 1946, per la scelta fra Repubblica e Monarchia, sancì la nascita della Repubblica Italiana, ma non solo, il 2 giugno 1946 in Italia si votò per la prima volta nella sua storia con il suffragio universale, maschile e femminile. Alle urne si recarono circa dodici milioni di donne che non avevano mai prima esercitato il diritto di voto. Ventuno donne furono elette all’Assemblea Costituente, l’organo chiamato a scrivere la Costituzione della nuova Repubblica nata dalle ceneri del fascismo e dalla guerra. Questo volume è dedicato a loro: alle loro storie, alle loro battaglie, ai segni che lasciarono in un testo che ancora oggi è la legge fondamentale della Repubblica italiana. Le ventuno Donne “costituenti” provenivano da partiti diversi, da storie di vita diverse, da regioni diverse. Alcune erano state protagoniste della Resistenza; altre avevano maturato la propria coscienza politica nei movimenti cattolici; altre ancora erano donne di cultura che avevano resistito al fascismo nel silenzio della vita intellettuale. Tutte portarono all’Assemblea Costituente una prospettiva che fino ad allora era stata del tutto assente dalla politica italiana: quella delle donne come soggetti di diritti, non come oggetti di tutela. Leggendo il volume della Prof. Antonella Colonna Vilasi*, due cose saltano agli occhi: in primis, tranne per qualche eccezione, la maggior parte di esse risultano sconosciute ai più e questo, per quanto mi riguarda, è stato motivo di molto rammarico. Ciò a riprova di quanto la figura femminile in ambito culturale, sociale e politico è stata, fino ad oggi, molto trascurata; e, in secondo luogo emerge, al tempo stesso, la forza, l’energia e la determinazione che “Esse” posero in ogni causa che abbracciarono, facendone un vero e proprio scopo di vita. Ecco perché è d’obbligo rendere grazie alla Professoressa Antonella Colonna Vilasi per aver portato alla nostra attenzione, oltre i nomi, anche l’immane e meritevole lavoro che queste Donne hanno fatto, e del quale noi, donne di oggi, ne godiamo i frutti. In questa sede desidero menzionarne alcune. Iniziamo con Angelina “Lina” Merlin (1887-1979), nata a Padova, iscritta nel Partito Socialista Italiano, è stata una delle figure più affascinanti e combattive della storia politica italiana. Durante il periodo fascista fu arrestata, perseguitata e più volte confinata, ma continuò a svolgere attività politica clandestina organizzando reti di opposizione. Fu eletta nell’Assemblea Costituente e si distinse, in tal sede, per la tenacia con cui difese il principio di uguaglianza tra uomini e donne. Decisivo il suo contributo nel dibattito sull’art.3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza, senza distinzione di sesso, e la promozione di norme volte a contrastare ogni forma di discriminazione. È ricordata soprattutto per la legge n. 75 del 1958, nota come “legge Merlin”, con la quale furono abolite le case di tolleranza in Italia. Un’altra protagonista della Costituente è stata Leonilde “Nilde” Iotti (1920-1999) di Reggio Emilia. Fu eletta nelle file del Partito Comunista Italiano. È stata, probabilmente, la più celebre tra le 21 Donne della Costituente, laureatasi in Lettere presso l’Università Cattolica di Milano, partecipò alla Resistenza nella zona reggiana venendo così in contatto con i dirigenti comunisti. Il legame con Palmiro Togliatti, malgrado sia stato oggetto di polemiche politiche e moralistiche, non ne ostacolò l’affermazione sia nella vita pubblica che politica. Dopo l’esperienza nell’Assemblea Costituente, fu eletta alla Camera dei Deputati ininterrottamente per tutta la vita. Nel 1979 ne divenne Presidente, ed è stata la prima Donna nella storia della Repubblica a ricoprire la terza carica dello Stato. Notevole il suo contributo nell’art. 29, che sancisce l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi. Indubbiamente a tutte va la nostra gratitudine per il contributo decisivo negli articoli che riguardano l’uguaglianza dei diritti, per entrambi i sessi, nell’ambito lavorativo (art. 3- art. 37- art.51) e negli articoli che riguardano la famiglia e i diritti civili (art.29 – art.30 -art.13 – art.18 – art.21). La ricerca, oggetto del testo, si basa sui Verbali dell’Assemblea Costituente, sugli atti delle commissioni e sottocommissioni, sui carteggi personali conservati negli archivi di partito e nelle istituzioni di ricerca, sulle memorie e autobiografie pubblicate dalle protagoniste stesse nel corso della loro vita. L’obiettivo è duplice: restituire alla memoria collettiva le figure individuali delle ventuno costituenti nella loro complessità umana e politica; e analizzare il contributo specifico delle donne al testo costituzionale, identificando gli articoli e i principi in cui la loro voce è più chiaramente udibile. Ed in questo 80esimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana che andiamo a festeggiare è più che giusto rendere giusta riconoscenza e merito a queste Donne che con coraggio, determinazione ed amore della libertà hanno contribuito a fare di noi, Loro eredi, donne libere, con pari diritti, nella vita familiare, lavorativa e professionale. Eredità da conservare gelosamente a tutti i costi e da trasmettere integralmente alle nuove generazioni. È un nostro dovere: GLIELO DOBBIAMO!…
2 giugno 2026
*Antonella Colonna Vilasi – Responsabile del Centro Studi sull’Intelligence – UNI, Ente di Ricerca registrato presso il MIUR, MISE e la Commissione Europea, Professore Universitario di Intelligence che collabora in numerose riviste scientifiche, con articoli su Intelligence e Sicurezza e con numerose Agenzie ed Università,

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