Report – Il Tribunale di Roma annulla la sanzione del Garante Privacy sul caso Sangiuliano

Il Tribunale Ordinario di Roma (Sezione Diritti della Persona) ha annullato la sanzione di 150 mila euro che il Garante per la Privacy aveva inflitto alla RAI per la pubblicazione di un audio tra l’ex Ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie, Federica Corsini.
Secondo i Giudici, la trasmissione dell’audio era legittima e di pubblico interesse. Inoltre, i Magistrati hanno sottolineato un vizio procedurale: il Garante ha svolto le indagini oltre i tempi stabiliti dalla legge.
L’oggetto del contenzioso era la puntata di Report dell’8 dicembre 2024. In quell’occasione, era stata trasmessa la registrazione di una telefonata in cui Sangiuliano confessava alla moglie la relazione con Maria Rosaria Boccia. Il legame era al centro dello scandalo che portò alle dimissioni del Ministro e all’apertura di indagini (la posizione di Sangiuliano è stata successivamente archiviata).
Il Garante aveva inizialmente motivato la sanzione contestando la violazione del Codice della Privacy, del GDPR e delle regole deontologiche giornalistiche, ricordando che la legge vieta, di norma, la diffusione di corrispondenza privata.
Tuttavia, la sentenza del Tribunale ha ribaltato tale impostazione basandosi su due pilastri:
1-Diritto di cronaca: Nell’esercizio del giornalismo, la pubblicazione è consentita se essenziale per la comprensione di una notizia di interesse pubblico.
2-Rilevanza pubblica: Nonostante la conversazione fosse privata, essa assumeva una “sostanziale rilevanza pubblica”. L’audio svelava infatti come decisioni istituzionali — nello specifico la nomina o meno di una consulente ministeriale — fossero influenzate da dinamiche personali e dalle pressioni della moglie del Ministro.
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