Calvi Risorta – Presentazione del libro “Alla ricerca della mia Calvi”

Domani, venerdì 5 e sabato 6 dicembre 2025, Calvi Risorta sarà protagonista della “due” giorni di presentazione del libro, dal suggestivo titolo, “Alla ricerca della mia Calvi”, scritto da Elda Lia, Oreste Mario Salerno, Nicola Migliozzi. L’evento, promosso e organizzato dalla Direttrice del locale Museo Virtuale Cales – Mu Vi Ca, Professoressa Nicolina Migliozzi, e dal Dirigente scolastico del locale Istituto Comprensivo Statale “Cales Salvo D’Acquisto”, Professore Giuseppe Valle, si terrà nella sala delle conferenze dell’attrezzato e funzionale Museo Virtuale Cales, Via Oreste Mancini, n.3.
La presentazione di venerdì 5 dicembre, ore 10.00, è a favore del personale dell’Istituto scolastico “Cales Salvo D’Acquisto”: Docenti, non Docenti, alunni, rappresentanti degli organi collegiali e genitori. La Direttrice della struttura museale ospitante, Professoressa Migliozzi e il Dirigente scolastico Professore Valle, dialogheranno con gli autori e questi, poi, si relazioneranno con gli intervenuti che certamente porranno loro anche domande sul contenuto degli argomenti esposti nel libro.
La seconda presentazione, sabato 6 dicembre, ore 17.00, aperta a tutta la cittadinanza, sarà introdotta dalla Professoressa Migliozzi e dal Professore Valle a cui farà seguito l’intervento del Dottore Giuseppe (Pino) Martino, già Presidente dell’Università 50&Più di Roma e componente del Consiglio AGE Platform, Europe, Bruxelles, che poi dialogheranno con gli autori.
Entrambi gli eventi delle “due” giornate si avvarranno, per la parte tecnica ed audiovisiva, del fattivo contributo dell’Ingegnere Giovanni Ventriglia.
Il libro oggetto della presentazione è ulteriormente impreziosito dalle foto di alcuni lavori pittorici eseguiti dal coautore, Professore Migliozzi – nipote dell’autore protagonista, Generale Oreste Mario Salerno, che riproducono il passato, recente e meno recente, di Calvi Risorta: Castello Aragonese; La luce di Cales; L’anima di Cales; Calvi Risorta, frazione Petrulo; Calvi Risorta, Teatro Romano; Quando la tromba chiamava a pagare; La spigolatrice – pietra lavica; Cesti antichi sull’aia; La lontananza; Nel cuore di Zuni, il profumo della festa; La ninfa calena, frazione Visciano – pietra lavica; Memoria di un pomeriggio in piazza Umberto I; San Nicola, protettore di Zuni; Piazza Umberto I, Zuni; Calvi Risorta, frazione Visciano; Sotto il sole della vendemmia; La festa del tino; L’ulivo, simbolo della pace; Il maialino amico di tutti; Attraverso quel piede l’addio; Due buoi al pascolo.
Il protagonista-coautore del libro, Generale Salerno, novantacinquenne, vive a Roma ove da tempo si è anche stabilizzato e negli ultimi tempi è afflitto da seri disturbi visivi, ha significativamente scritto sulla pagina iniziale:
“A Calvi Risorta
Dove il vento racconta storie antiche
E ogni pietra custodisce un ricordo”
e la Professoressa Bianca Tufariello, autrice dell’interessante prefazione, ha vergato: “Lo scritto ripercorre tratti di storia millenaria, scorci di vita vissuta che risvegliano un passato fatto di memoria evocativa, che celebra luoghi e tempi lontani, nei quali si snodano avvenimenti quotidiani e non solo. Tutto ciò è il risultato, ovvero la sintesi di un amore schietto e nostalgico per la terra natia. C’è tutta la convinzione che tali memorie possano suscitare spunti di riflessione, tra cui un maggior rispetto per la propria terra, oltre il desiderio di salvaguardare le proprie radici, quale imprescindibile valore identitario, in risposta ad una sempre più dilagante disaffezione per luoghi e o memorie della vita di ciascuno di noi”.
La Professoressa Elda Lia, moglie del nipote-artista, Nicola Migliozzi, nell’introduzione ha affermato: “(…) Il nostro obiettivo non è scrivere un ennesimo libro di storia su Cales ma realizzare una specie di diario fatto di immagini e parole da leggere senza la gravità di un libro tradizionalmente scritto. (…)”
Il libro trova la sua conclusione nella struggente affermazione del Generale Salerno: “Per me raccontare questi ricordi è stato come rivivere la gioventù ormai lontana e mi fa piacere pensare che questa mia testimonianza possa essere utile affinché non si perda la memoria di un modo di vivere ormai scomparso ma che conservo nel cuore”.
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