Giornalista, se non sei addomesticato, zitto. Comando io

È successo qualcosa di molto serio nelle redazioni italiane.
Le giornaliste e i giornalisti de Il Sole 24 Ore hanno deciso di incrociare le braccia dopo l’ennesimo episodio che mette in discussione la libertà e la dignità di chi fa informazione.
Il quotidiano ha pubblicato un’intervista alla Presidente del Consiglio realizzata da una firma esterna, mentre due cronisti del Sole erano stati esclusi da una (non) conferenza stampa in cui la stessa Meloni aveva evitato le domande dei colleghi.
Il risultato? Una redazione umiliata, scavalcata, e un’informazione sempre più “addomesticata”.
Il comitato di redazione parla di “deriva distopica”, in cui chi governa sceglie chi può intervistarlo – con la complicità dei Direttori. Ed è difficile non dargli ragione.
A peggiorare le cose, il giornale è uscito comunque nonostante lo sciopero, un gesto che suona come uno schiaffo al diritto sindacale e alla coscienza civile.
La solidarietà ai giornalisti del Sole 24 Ore non è solo un atto simbolico: è una presa di posizione contro un sistema che tenta ogni giorno di addomesticare la stampa, trasformando i cronisti in comparse e la verità in un prodotto su ordinazione.
Chi crede ancora nella libertà di stampa dovrebbe alzare la voce, insieme.
È tempo di una grande mobilitazione per difendere il diritto di fare domande – e di pretendere risposte.
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