Gaza: Rula Jebreal stende Bocchino e quel “bricconcello” di Netanyahu

In una puntata (domenica 24 maggio 2025 NdR) di Accordi & Disaccordi, ho assistito ad un dibattito/scontro in studio fra la giornalista scrittrice Rula Jebreal e Italo Bocchino, noto cheerleader del Governo Meloni. Lo ricorderò per molto tempo.
L’argomento su cui dibattevano era Gaza. Rula Jebreal è una giornalista che conosce la storia e le sopraffazioni inflitte da Israele al popolo palestinese in 60 anni di occupazione come le sue tasche, non fosse altro perché è nata in quei territori; oggi, 52enne, è una Docente palestinese con cittadinanza israeliana (naturalizzata italiana).
L’ominicchio destrorso, nella sua grassa ignoranza, ha iniziato col contestare il titolo del suo ultimo libro #GENOCIDIO in cui la Jebreal racconta il lento martirio inflitto dal criminale di guerra Netanyahu al popolo palestinese e, in particolare, la storia di Hind Rajab, una bimba palestinese di 6 anni rimasta intrappolata nell’auto a Gaza accanto ai corpi senza vita dei suoi familiari uccisi da un tank israeliano mentre tentavano di fuggire. Per 3 ore la bimba aveva invocato dal cellulare la Mezza Luna Rossa che venisse ad aiutarla. Le coordinate della sua posizione per sfortuna, erano state intercettate da un’unità israeliana che, arrivata sul posto, ha scaricato sull’auto oltre 300 colpi di fucile uccidendo lei e i due operatori che le erano corsi in aiuto. Una telefonata che ha fatto il giro del mondo. Rula ne ha potuto ascoltare la versione integrale dagli uffici dell’ONU e l’ha raccontata in un libro. Uno scientifico sterminio che in un anno e mezzo ha provocato oltre 53mila morti.
Chi sopravvive, dopo tre mesi di blocco degli aiuti umanitari, sta morendo di fame e di sete, parliamo di 2,5 milioni di palestinesi, ma per Bocchino questo non sarebbe #GENOCIDIO: “genocidio è altro” ha sentenziato davanti ad una Jebreal esterrefatta, “quella di Netanyahu è solo una reazione sbagliata ed eccessiva, ma non è genocidio”. Poco ci mancava che dicesse che Netanyahu è solo un bricconcello.
Poi, alla elencazione puntuale degli accadimenti storici, delle malefatte del boia del Knesset, che gli ha sbattuto in faccia la giornalista, ormai uscita fuori dai gangheri, il nulla mischiato al niente Bocchino altro non ha saputo fare che darle della antisemita.
La reazione di Rula è stata repentina e formidabile, “lei è una vergogna umana!” le ha gridato contro. Poi, rivolgendosi a Sommi, spaventata dell’accusa che le era stata rivolta in diretta TV, ha esclamato sconvolta: “ma questo essere sa che sta mettendo a rischio la mia vita? non sa neanche cosa posso rischiare, come cittadina israeliana, se vengo accusata di antisemitismo”.
Sempre il nulla mischiato al niente di cui sopra non si è scomposto anzi, ha rilanciato. Con la violenza e la protervia di un Giudice ignorante della santa inquisizione, rivolgendosi a Rula pretendeva da lei:
– la condanna formale dell’attacco di terrorismo compiuto da Hamas il 7 ottobre verso 1.200 israeliani (cosa già fatta dalla Jebreal pubblicamente sulle principali testate americane e italiane già all’indomani dell’attentato, bastava informarsi);
– una dichiarazione (di lei, una cittadina israeliana!), circa il diritto di Israele ad esistere (come chiedere ad un cittadino italiano di dichiarare il diritto dell’Italia ad esistere, che ca@zo significa?);
– la condanna formale da parte della Jebreal di ogni forma di antisemitismo (solita trappola, se parli male di quella mammola di Netanyahu sei antisemita…);
A quel punto la Jebreal ha dilagato, lo ha messo all’angolo, l’ominicchio era una statua di sale. Sempre troppo poco per un sodale del criminale di guerra Benjamin Netanyahu.

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