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Vitulazio – Orgoglio e pregiudizio. Commedia in due atti di Pietro Giuseppe Martone

Il graduale ritorno alla normalità viene scandito nel nostro territorio anche dall’arte. L’arte ha sempre significato l’elevazione e l’evasione dell’anima e della creatività umana dagli schemi rigidi e statici della vita di ogni giorno. È dall’arte che si deve ripartire ed è dall’arte che riparte Vitulazio. Dopo la rappresentazione teatrale di Vitulaccio ‘89 lo scorso mese, stavolta è stato il turno del Gruppo teatrale dell’Associazione Sport&Vita. Dopo quasi due anni di inattività per i motivi legati alla pandemia, anche il Gruppo coordinato da Eugenio Cionti è tornato ad allietare e a far respirare aria di leggerezza. Ci avevano lasciati l’ultima volta l’11 e 12 gennaio 2020 con la rappresentazione di “Alleluia, brava gente” e sono ritornati in questi giorni con una commedia dal forte sapore nostrano, locale, tutto incentrato su Vitulazio, i suoi luoghi, le sue storie e le sue persone, dal titolo “Orgoglio e pregiudizio”.
Questo Gruppo, lo ricordiamo, nasce nel 2012 come “Gruppo Giovani” della parrocchia Santa Maria dell’Agnena di Vitulazio, su idea dell’allora Sacerdote Don Pietro Lagnese, oggi Vescovo della Diocesi di Caserta, nonché ospite d’Onore durante la seconda serata di domenica 12 settembre. Nel 2013 arriva il primo spettacolo con “L’atteso”, seguito l’anno dopo dall’acclamato e famoso “Forza, venite gente” di Paulicelli e Castellacci. Nel gennaio 2016 è la volta de “Il sogno di Giuseppe”, mentre nell’autunno dello stesso anno si replica con “Forza, venite gente” in occasione dell’ingresso in noviziato di Don Pasquale Violante, ex amministratore parrocchiale di Vitulazio. Il 2016 è l’anno più prolifico, in quanto a dicembre viene messo in scena anche “il giovane Padre Pio”. Nel 2017 il “Gruppo Giovani” diventa ufficialmente “Gruppo teatrale dell’associazione Sport&Vita” e, nel dicembre di quell’anno, la regia di Cionti si spinge nell’ardita opera in dialetto romanesco di Garinei e Giovannini “Rugantino”, dimostrando grande poliedricità. “Scugnizzo al borgo” nel 2018 e “Tre pecore viziose” l’anno dopo riempiono le serate della festa patronale del borgo di Leporano. Sempre quell’anno, in occasione della festa diocesana delle famiglie a Capua, viene messo su “Per dare luce a te… la grazia di vivere la grazia”. Il 2019 è anche l’anno di “Aggiungi un posto a tavola”, rappresentazione che ha rappresentato il culmine del successo del Gruppo a livello locale, oltre ad essere stato un piacevole ritorno in quanto già 39 anni prima era stato inscenato a Vitulazio il capolavoro di Garinei e Giovannini.
“Orgoglio e pregiudizio” è il dodicesimo appuntamento di questa Compagnia teatrale, ed è una trasposizione in chiave reinterpretata dell’opera scritta dal vitulatino Pietro Giuseppe Martone, presente per l’occasione in una simpatica e interessante ouverture prima dello spettacolo.
L’autore ci ha tenuto a esternare a tutti la sua grande emozione e l’immensa gratitudine all’Associazione per aver permesso che le sue storie, i suoi racconti contenuti nel libro, prendessero vita nello spettacolo dell’11 e 12 settembre.
La trama della storia gira intorno al ruolo principale di Don Camillo e del mondo che lo circonda. Ma sono i brevi racconti che fanno da contorno a rendere quest’opera speciale per i vitulatini. Sono proprio questi piccoli aneddoti a caratterizzare l’identità e la storia del secolo precedente di Vitulazio, dei suoi personaggi e dei loro modi di vivere, nonché gli usi e i costumi che sono aspetti principali se non addirittura determinanti alla descrizione della natura delle persone e delle dinamiche della vita del tempo, come ad esempio il culto della Madonna dell’Agnena presente e ricorrente nelle parole degli attori e nelle immagini scenografiche. Il gruppo teatrale ha tenuto a specificare che, pur essendo questi narrati fatti accaduti, essi non sono comunque da associare ai nomi oggetto dello spettacolo teatrale, essendo questi ultimi ispirati dalla fantasia dell’autore.
Don Camillo, interpretato da Giovanni Di Lillo, è proprietario di una piccola azienda agricola ed è un uomo autoritario che sfrutta i suoi lavoratori, facendoli lavorare molte ore per una paga non adeguata; mentre la moglie Caterina, interpretata da Martina Riviello, è una donna che vive sempre a casa, con l’unica eccezione delle volte in cui si reca in chiesa. La loro figlia Assunta, interpretata da Maria Martone, nipote dell’autore del libro, Pietro Giuseppe, è una studentessa prossima alla laurea, di pensiero diametralmente opposto a quello dei genitori. Se questi ultimi infatti dimostrano il loro essere classisti e aristocratici, lei ha una mentalità democratica e non disdegna la possibilità che persone ricche e persone povere possano unire le loro vite e mettersi in condizioni paritarie; infatti la ragazza è innamorata dell’umile compagno di studi, Umberto (Francesco Pio Carusone). Quando il padre la scopre reagisce in maniera talmente offensiva da costringere la ragazza a rifugiarsi dalla famiglia del suo amato, in particolare dalla madre Geppina (Giusi Di Lillo) Tra simpatiche vicende e difficoltose vicissitudini, la storia si conclude a lieto fine col pentimento di Don Camillo che si riappacifica con la figlia e capisce che ormai le sue credenze e ideali fanno parte di una società arcaica e obsoleta rispetto al nuovo che avanza e che non prevede più quelle differenze sociali ormai anacronistiche.
Si conclude con un’ottima affluenza di pubblico, contingentato a causa delle norme anti Covid, e una buona critica il lavoro del Gruppo teatrale di Sport&Vita. Ancora una volta l’amalgama tra giovani intraprendenti e con la passione per la recitazione ed esperte persone con un passato nel mondo del teatro ha permesso il successo di questo gruppo vitulatino. È doveroso menzionare i nomi del resto del cast di quest’ultimo spettacolo: Luigi Graziano nel ruolo del divertente Raffaele, Giulia Altieri ossia la governante della casa di Don Camillo, e poi ancora Luca Scialdone, Gaetano Feola, Aurelio Scialdone, Giuseppe Ciriello, Federica Stellato, Denis Pezzulo, Lello Scialdone. Infine Luigi Di Rubba, sia come attore sia come componente della direzione artistica, Giovanni Parillo, attore ma anche responsabile della direzione musicale e Raffaele Di Lillo, sia come attore sia come tecnico scenografo. E se in scena queste persone hanno allietato la platea, da dietro le quinte è stato fondamentale per la riuscita della rappresentazione anche la presenza degli addetti ai lavori. Oltre alla presentatrice delle due serate, Giovanna Pezzulo, il cast artistico è composto da Marika Lagnese per la coreografia, Fausta Ciriello per la direzione artistica insieme al già citato Di Rubba e altri, Lucia Di Lillo per i costumi, Vincenzo Di Rubba e Gianluca Di Lillo e Eugenio Cionti per la scenografia, Giacomo Di Rubba e Angelo De Rosa come tecnici scenografi, la sarta Giovanna Di Maio, la truccatrice Jessica Vigliucci, l’addetta alle parrucche Annarita Catone e infine i tecnici di palco: Gabriele Latino, Gianluca Natale, Matteo Gagliardi e Gianluca Brucato. Tutta la compagnia è stata coordinata, come già detto, da Eugenio Cionti.
Nella speranza e nell’attesa che le norme anti Covid vengano soppresse per la fine della pandemia, attendiamo con piacere il prossimo lavoro di questo gruppo teatrale, diventato ormai negli anni un appuntamento fisso da non perdere e da continuare ad apprezzare per l’impegno profuso a favore della comunità e del bagaglio artistico e culturale del paese di Vitulazio.

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