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Roccamonfina- “Memorie di una testa tagliata” il nuovo e sorprendente libro di Emilia Prata

Intervista esclusiva all’Autrice

“Memorie di una testa tagliata”, edito dalla casa editrice sociale locale Vairanonews.it, è il nuovo libro scritto dalla Professoressa Emilia Prata. Il romanzo dal contenuto sorprendete, dall’autrice viene definito: «Delicato ed inquietante, in alcuni punti sensuale, rapido, che attraversa mondi antichi e contemporanei, generandone altri ancora perché lì soltanto ogni fragilità ha la forza di mutarsi in equilibrio. Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, i ricordi di una donna si mescolano a quelli di una storia d’amore inusuale, dove il bisogno di un legame profondo ed intenso supera tutti i tradizionali stereotipi e trasferisce il corpo nell’anima per conservarne infinitamente il senso dell’inaspettato e del possibile». La protagonista del romanzo è Emma, una giovane donna a cui è venuta a mancare la madre. Nel corso della narrazione, emergono il forte senso di vuoto e gli accadimenti dolorosi che hanno lasciato una rilevante traccia nell’animo della protagonista che, comunque trova la forza di reagire tentando di riappropriarsi di quell’equilibrio venuto a mancare, proprio allontanandosi dalla cittadina di provincia che ha nel cuore, e in cui oltre ad aver vissuto esperienze pregne di dolore, ha conosciuto anche Massimo, l’uomo di cui si è innamorata in silenzio, proprio mentre scopriva di essere affetta da una grave malattia. “Memorie di una testa tagliata” il romanzo da leggere tutto d’un fiato, scritto con un linguaggio significativo ma piacevolmente scorrevole, è frutto della fantasia e della spiccata originalità che contraddistingue la scrittrice Emilia Prata che vive e lavora come Docente di Lettere a Roccamonfina, ridente cittadina dell’Alto Casertano. La brillante e infaticabile scrittrice, che tra l’altro è anche un’apprezzata archeologa, ha collaborato con diverse Università campane ed europee per scavi archeologici e studi storici. Ha pubblicato saggi sull’iconografia ceramica classica nei Rendiconti dell’Accademia di Scienze e Lettere di Napoli (RAAN) e negli Annali dell’Università l’Orientale di Napoli (AION). Ha curato studi sul territorio dell’Alto Casertano e dell’area aurunca con la rivista Civiltà Aurunca. Con Caramanica editore ha, inoltre, pubblicato il romanzo storico I Fiori del Re (2008) e ‘L’Orto della regina. Alcune osservazioni’, in Atti del Convegno di Studi Isti (Aurunci graece Ausones nominantur (2009). Tra i suoi lavori più recenti, il volume Roccamonfina. Archeologia e storia di un territorio, dagli Ausoni ai Brigati, Giuseppe Vozza Editore (2014). E adesso conosciamo un po’ meglio l’autrice del romanzo, attraverso una breve intervista:
D. Professoressa, sono trascorsi quasi sette anni dal suo ultimo lavoro, cosa l’ha spinta a scrivere questo romanzo?
R. Era da un po’ di tempo che non scrivevo. Ho avuto un blocco di qualche anno dopo la malattia di mio figlio. Rimettermi a scrivere è stata un’esperienza faticosa quanto appagante. Per me era la cosa più naturale del mondo e, devo dire, che l’avevo messa a tacere difronte alle circostanze. Credo che, grazie a questa pubblicazione, sia avvenuto un piccolo miracolo dentro di me: riprenderò senz’altro a dedicarmi soprattutto alla storia locale e all’archeologia del territorio.
D. Per i personaggi della storia si è ispirata a qualcuno in particolare?
R. La cosa più divertente è stata quella di immaginare come cooprotagonisti della storia amici e conoscenti, oltre che i riferimenti a diversi luoghi noti di Roccamonfina chiaramente rintracciabili nel testo.
D. Qual è stato l’aspetto più difficile del romanzo?
R. Senza dubbio è stato quello di passare dalla poesia alla passione nelle scene d’amore (e mai viceversa!)
D. L’aspetto più appagante?
R. È stato l’ambientare la prima parte del romanzo in Grecia e inserire al suo interno uno dei miei studi sull’iconografia ceramica etrusca e greca.
D. Oltre a scrivere libri e dedicarsi all’insegnamento, ha altre passioni?
R. La mia più grande passione sicuramente è la lettura, ma amo suonare anche il pianoforte, per il quale vorrei avere più tempo, e non appena mi è possibile mi concedo delle lunghe passeggiate in bici. Diciamo però che la maggior parte del mio tempo libero ruota naturalmente e con piacere intorno alle passioni del mio bimbo di otto anni.
D. Emma in cosa le assomiglia?
R. Emma è il mio personaggio letterario preferito. Da adolescente ho amato e odiato la Emma di Gustave Flaubert, sognavo di creare una Emma ed una Emilia diverse. Forse la protagonista di ‘Memorie di una testa tagliata’ è il tentativo di mescolarle. Di lei credo di avere soprattutto l’ostinazione al sogno anche quando le circostanze lo impediscono.
D. Da chi o da cosa, nasce il romanzo “Memorie di una testa tagliata”?
R. Il titolo è ispirato ad un brano dei C.S.I. sulla guerra nei Balcani, tratto dall’album “Ko de Mondo” (1994). Il Testo di Giovanni Lindo Ferretti si legava bene al senso di inquietudine che pervade nei ricordi di Emma. Inoltre, l’amore che prova per Massimo, il protagonista maschile della storia, le ‘taglia la testa’ letteralmente mettendoci un sogno, come si legge nelle ultime pagine. Mi divertivano queste associazioni. Le ho trovate stimolanti per lo sviluppo della narrazione nell’insieme.
D. Dopo questo libro di cosa si occuperà, ha qualche progetto?
R. Credo che mi occuperò ancora di storia locale ed archeologia. Riprenderò al più presto la questione degli insediamenti aurunci a Roccamonfina. E, poi, magari un romanzo storico sulla principessa Fina prima o poi qualcuno deve pur scriverlo!

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