Lamassu, i numi tutelari delle civiltà mesopotamiche

I Lamassu erano delle creature divine, dei numi tutelari virtuosi venerati in antichità nella vetusta regione della “Fertile Crescent” tra il Tigri e l’Eufrate. La loro presenza era considerata di buon auspicio e la loro funzione era quella di tener lontano le entità malvolenti: le sculture venivano dunque collocate a protezione di importanti edifici ed aditi principali. I Lamassu sono rappresentazioni iconografiche zooantropomorfe raffigurati come leoni aligeri o tori alati androcefali, con acconciature curate, regali “onor del mento”, e con copricapi indicativi dello status maiestatico e divino: così era ritratta metaforicamente l’intelligenza e lo spirito dell’uomo, la potenza e la prestanza dei felidi e dei bovidi, l’elegante librarsi degli accipitriformi, e la natura sacra e trascendente delle creature celesti. Anatomicamente le sculture presentano cinque zampe, e a seconda della posizione dell’osservatore, la statua mostra una posizione statica e guardinga, o dinamica e vitale; il capo veniva scolpito con lo sguardo in direzione frontale o orientato allato. Il Musée du Louvre d’Oltralpe conserva i Lamassu del Palazzo Reale di Khorsabad del sovrano di Assiria Sargon II, databili intorno all’VIII secolo a.C. L’archeologo italofrancese Paolo Emilio Botta, Console della Città di Mosul dell’Impero osmanico, compì i primi scavi archeologici, e il diplomatico transalpino Victor Place di Corbeil portò alla luce la Reggia del successore del Re Salmanassar V: durante la dislocazione delle opere in Francia alcune tribù del popolo beduino ostacolarono le operazioni di spostamento facendo desistere nell’impresa l’équipe d’Oltralpe, inoltre alcune opere andarono distrutte. Attualmente al Louvre è visibile “La cour Khorsabad”, un rifacimento della residenza del sovrano con riproduzioni delle statue apotropaiche e ben due autentiche in alabastro. Una coppia di monumentali guardiani è presente all’ingresso posto a oriente della “Porta di Serse”, nella città di Persepoli dell’antico Impero achemenide: il predecessore di Artabano di Ircania volle far edificare la “Porta di tutte le Nazioni” per conferire imponenza e maestosità all’ingresso della capitale della Perside. Il British Museum del Regno Unito conserva la splendida vedetta del portale della città assira di Nimrud, fondata da Salmanassar I nel XIII secolo a.C.

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