La Merlettaia di Vermeer

Jan Vermeer è il nome d’arte di Johannes van der Meer, pittore originario del Regno dei Paesi Bassi, nato a Delft nel 1632 e artista tra i più autorevoli del cosiddetto “Secolo d’oro olandese”. Le sue opere mostrano scene routinarie della classe borghese del ‘600: i valori sociali che si evincono sono quelli della vita familiare e del lavoro, e le azioni istoriate sono quelle della sfera privata di ogni giorno del ceto medio. La “pittura di genere”, cioè la raffigurazione di scene giornaliere ed abituali, fu dapprincipio considerata di nicchia, ed ebbe inizialmente un circoscritto segmento di mercato rispetto all’arte sacra e ai dipinti storici. Il formato delle tele era più piccolo e ciò agevolò l’acquisto e la messa in mostra del dipinto nelle abitazioni del ceto imprenditoriale. L’artista nederlandese utilizzò la tecnica del “punteggiato”, il pointillé, che gli permetteva di realizzare colori diafani e tonalità traslucide, intense luminosità, particolari effetti chiaroscurali e sorprendenti esiti “soft focus”. Il Maestro d’arte approntava meticolosamente i propri colori utilizzando pigmenti dispendiosi e sostanze onerose. Il dipinto de la “Merlettaia” è stato realizzato intorno all’anno 1670 ed è un olio su tela: un secolo dopo l’opera è stata riportata su supporto ligneo di quercia e attualmente è custodita presso il Musée du Louvre d’Oltralpe. La protagonista, inserita in una stanza essenziale e senza ornamenti, è una giovane donna intenta a ricamare su un telaietto in legno, un appoggio sul quale è collocata una stoffa di colore verde: la sua espressione è attenta, con maestria muove fuselli e aghi sul tombolo, e l’impegno profuso, in un’atmosfera silente e serena, incarna le doti e le qualità muliebri dell’intimità familiare quale innalzamento spirituale a contrasto della decadenza morale dei tempi. La giovane indossa una veste in satin ocra con un bavero bianco di trina, e l’acconciatura è la tipica crocchia, uno chignon con treccia. La presenza del piccolo volume alla destra della modista potrebbe richiamare sia aspetti culturali, cari all’autore e visibili in altre opere, che gnomici; si nota inoltre l’attenta analisi dell’artista sulla realizzazione di oggetti convenzionali della vita ordinaria e i particolari del nécessaire da ricamo. L’effetto flou è visibile nei fiocchi del cuscino scuro in primo piano, e nei passamani cremisi e bianchi: Vermeer produce gradevoli variazioni luminose, profondità di campo nitido, nuance puntiformi e contrasti di luci e ombre. La “Merlettaia” compare nell’elenco dell’“Asta Dissius”, tenutasi nel 1696 nella Capitale neerlandese: il dipinto apparteneva a Pieter van Ruijven, munifico mecenate dell’artista e suocero di Jacob Abrahamsz Dissius, i cui beni andarono all’asta postumi. Dopo numerosi intestatari, il Museo francese del Louvre acquistò l’opera dall’artista transalpino Eugène Feral nel 1870.

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