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La Video Art

L’attività creativa della Video Art è una forma estetica di rappresentazioni visive dinamiche, un codice comunicativo ipermediale in sinergia con i prodotti e le applicazioni tecnologiche, un connubio interattivo tra arti figurative e hi-tech: la creatività dunque viene espressa attraverso apparati e dispositivi, e gli artisti utilizzano programmi live, messe in onda in differita, elaborazioni digitali delle immagini, piste e bande sonore, al fine di creare un’espressione estetica ideale, dove gli archetipi e i modelli esternati sono più rilevanti e significativi dell’esito formale e del gusto oggettivo. Lo statunitense Nam June Paik, nel 1963, organizza un evento espositivo a Wuppertal, nel distretto governativo di Düsseldorf: la rassegna, denominata Exposition of Music – Electronic Television, è il primo evento ante litteram della Videoarte, anche se dieci anni prima l’artista Lucio Fontana aveva già intravisto le latenti potenzialità in campo artistico del piccolo schermo. Insieme a Wolf Vostell di Leverkusen, Paik impianta dei ricevitori televisivi che distorcono le immagini e presenta le sue teorie artistiche ed estetiche nell’opera “Tredici distorsioni per televisioni elettroniche”. Cinque anni più tardi, la “Grande Mela” fu la cornice di una sua mostra, Electronic Art, dove Paik utilizza i teleschermi del “quinto potere” per la sua forma d’arte moderna e innovativa. Il battesimo del movimento d’avanguardia è avvenuto nello stesso anno al Museum of Modern Art di New York con l’evento The machine, as seen at the end of the mechanical age (La macchina, così come è vista alla fine dell’era meccanica), gestito dallo storico Pontus Hultén del Regno di Svezia, dove Paik impiega un primo esempio di videotape. L’evoluzione tecnologica hardware e i progressi dei procedimenti algoritmici software hanno portato questa forma estetica a livelli altissimi: gli artisti dispongono di display PDP, LCD e HDTV, cioè schermi al plasma, televisori a cristalli liquidi e TV ad alta definizione, possono utilizzare la rete ipermediale W3 (World Wide Web) e sofisticati computer. Il pluralismo comunicativo della Video Art si manifesta attraverso molteplici aspetti artistici: la videoscultura, ad esempio, si basa sull’uso degli schermi in opere tridimensionali, al fine di far acquisire al prodotto realizzato accezioni estetiche, valori traslati e significati metaforici differenti. Anche la poesia è stata oggetto d’interesse artistico e si sono sviluppati due ambiti, la video poetry e la computer poetry: la prima, la poesia video-visiva, è una produzione filmata con combinazioni di sonorità e lirica, mentre la seconda, la poetronica, è prodotta da software dedicati dove i versi si fondono a rappresentazioni visive, filmati d’animazione, colonne sonore e produzioni ipermediali. L’“opera d’arte installativa” è l’insieme artistico di mezzi di comunicazione di massa ed altre entità materiali impiantati in un contesto ambientale dedicato, dove la presa di coscienza dello spettatore beneficiario è complemento necessario dell’opera stessa. La Galleria d’arte del Cavallino di Venezia è stata un’istituzione d’eccellenza per le avanguardie artistiche e intellettuali del XX secolo, ed è stata un punto di riferimento della Video Art, come il laboratorio “Centro Video Arte” ferrarese e l’“Art/tapes/22” della Città del Giglio. L’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna ha istituito la retrospettiva annuale “Videoart Yearbook”, la cui XIV edizione si è tenuta a novembre dello scorso anno presso lo straordinario Complesso petroniano di Santa Cristina. All’ombra del Vesuvio va citato il Festival sovrannazionale “Magmart – video under volcano”, una manifestazione che sei anni fa diventa una biennale e che, giunta alla XI edizione, ha visto la partecipazione di artisti di tutto il mondo. Nel 2015, in Emilia-Romagna, viene alla luce “Ibrida, festival delle arti intermediali”, evento tematico forlivese sulle sperimentazioni della comunicazione audiovisiva, che affronta i rapporti tra esperienze artistiche, tecnologie digitali e infrastrutture IT.

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