Migranti, sfruttamento lavoro nero e prostituzione: arresti in Italia e all’Estero

Una vasta operazione dei carabinieri di Reggio Calabria coordinata con la procura di Palmi per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di numerose persone ritenute responsabili per sfruttamento di Cittadini extracomunitari di origine africana domiciliati nella baraccopoli di Rosarno .Questi in collaborazione con i titolari di aziende agricole si occupavano della vendita di agrumi nella Piana di Gioia Tauro, in attività illecite e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti agricoli extracomunitari e allo sfruttamento della prostituzione di donne africane.
A distanza di anni, dopo i morti che ci sono stati nelle varie tendopoli e baraccopoli per gli incendi che tutti ricordiamo, bisogna registrare che lo sfruttamento continua a causa del degrado in cui vivono queste persone da anni
Erano costretti a lavorare 12 ore al giorno, sette giorni su sette, a due, tre euro l’ora.
Lo sfruttamento iniziava alle 5 del mattino, quando i caporali alla guida del proprio veicolo iniziava a caricare i braccianti nei vari punti di raccolta stabiliti, quali la baraccopoli di Rosarno e di S. Ferdinando. Nei furgoni i caporali riuscivano a caricare fino a quindici persone invece di nove.
Dalle indagini fatte è emerso anche che un liberiano si occupava di spacciare marijuana e trasportare donne Nigeriane da Rosarno verso le Baraccopoli di S Ferdinando, dove erano costrette a prostituirsi e a cedere parte del ricavato al caporale sfruttatore.
Tra gli arresti figurano 13 caporali, sette imprenditori agricoli ai domiciliari, due con obbligo di dimora.
Dopo vari appostamenti e inseguimenti il nucleo investigativo è riuscito a fare luce sull’esistenza della banda di caporali composta da cittadini centrafricani

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