Pignataro Maggiore, l’Associazione “Amici della Musica” presenta il libro “Il berretto di Squille”

Alle ore 19,00 di domenica 24 novembre 2019, a Pignataro Maggiore, Sala Concerti del Palazzo Vescovile, Piazza Umberto I, la locale Associazione “Amici della Musica” presenterà il libro “Il berretto di Squille” di Fiorenzo Marino, con la prefazione di Nando dalla Chiesa. Il libro è edito dalla Casa Editrice Spartaco di Santa Maria Capua Vetere (CE) ed è stato pubblicato il 16 maggio 2019. Il poeta Giovanni Nacca, con la collaudata maestria e la riconosciuta dialettica dell’“Ars Poetica”, dialogherà con l’Autore. Questi nasce nel 1951 a Succivo (CE) e vive stabilmente a Capua (CE) ove ha insegnato materie letterarie e latino al Liceo Scientifico “Luigi Garofano”. Ha pubblicato per le edizioni il Ponte Etrarte nel 2002 “Schiano: una traduzione su due ruote”; nel 2004 “Franco Cammisa, 50 anni di fotografia nel territorio atellano” e “Il tenente e donna Filomena”; nel 2012 per Rogiosi Editore ha curato la “Storia della canapa” nel volume “I giorni della canapa” (immagini di Salvatore Di Vilio).
Il libro “Il berretto di Squille” è stato presentato in “primis” al Liceo Scientifico “Luigi Garofano” di Capua – Dirigente Scolastico Giovanni Di Cicco – il 23 maggio u.s. e alla libreria Sparaco di Santa Maria Capua Vetere il 14 giugno u.s. La narrazione è ambientata nel periodo degli sbarchi in Italia delle truppe borboniche e descrive una dolce e incompiuta storia d’amore: Aristide Panseri, giovane garibaldino, diciottenne, della provincia di Bergamo, si perde nelle campagne di Squille, braccato dai contadini e dalle truppe borboniche, sfinito e ferito, sviene e una giovane del posto lo soccorre e lo accoglie in un casolare.
Nando dalla Chiesa, nella sua magistrale prefazione, scrive “La conquista garibaldina ritrova nella novella la sua innocenza, l’idealità di riscatto che portò giovani che non sapevano delle grandi regioni italiane, né mari, né valli, né popoli, a desiderare comunque l’unificazione, fino alla scelta di donare a questa causa la vita stessa” e riferendosi all’Autore scrive “Non so dunque se abbia voluto restituire l’onore delle armi al nostro Risorgimento attraverso una novella, o se abbia voluto invece solo fornire una cornice risorgimentale e perciò condivisa a una romantica, silenziosa storia d’amore. Mi piace però pensare che abbia voluto almeno in parte seguire la prima intenzione. Perché, è giusto dirlo, ci sarebbe riuscito perfettamente. Con sensibilità, con cultura”. Il libro presenta anche notizie storico-geografico-politiche afferenti ai luoghi di Squille, Castel Campagnano e Sant’Angelo in Formis e tali notizie giovano, non poco, allo studio del contributo di Terra di Lavoro all’azione risorgimentale.

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