Il mercante della morte

Da Marie Curie a Rita Levi Montalcini, da Boris Pasternak a Ernest Hemingway, da Aung San Suu Kyi a Barack Obama. Sono solo alcuni dei tantissimi personaggi che, negli anni, hanno ricevuto il “Premio Nobel”. Il più prestigioso riconoscimento, assegnato a personalità che si sono distinte nel campo della chimica, dell’economia, della medicina, della fisica, della letteratura, della pace.
Era il 27 novembre 1895 quando il chimico svedese Alfred Bernhard Nobel, nato a Stoccolma il 21 ottobre 1833, che ha legato il suo nome all’invenzione della dinamite, e poi della balistite, sottoscriveva il proprio testamento e istituiva il famosissimo ed ambitissimo premio.
La prima assegnazione risale al 1901, con i riconoscimenti per la pace, la letteratura, la chimica, la medicina e la fisica; dal 1969 viene assegnato anche il premio per l’economia. La cerimonia di consegna avviene sempre il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore. Il premio consiste in una medaglia, un diploma ed una gratificazione in denaro. Il primo italiano a vincerlo è stato Giosuè Carducci, nel 1906, per la Letteratura.
Nelle sue ultime volontà Nobel manifestò l’intenzione di costituire un fondo i cui interessi dovevano essere distribuiti, annualmente, in forma di premio a coloro che, durante l’anno precedete, avevano maggiormente contribuito al benessere dell’umanità. Nel suo testamento, indicò le specifiche cinque discipline in cui scegliere i nominativi e le organizzazioni scientifiche, culturali e sociali a cui competeva lo studio delle eccellenze e l’erogazione dei riconoscimenti. Per la scoperta o l’invenzione più importante, sia nella fisica che nella chimica, volle che i premi venissero assegnati dall’”Accademia Reale Svedese delle Scienze”; per quelle emerse nel campo della fisiologia o della medicina, la scelta doveva essere a cura del “Karolinska Instituet” di Stoccolma; per il lavoro di tendenza idealistica più notevole, nell’ambito della letteratura, che fosse l’Accademia di Stoccolma a decidere; per il miglior operato ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti, per la formazione e l’incremento di congressi per la pace, la preferenza doveva scaturire da una commissione a cinque, eletta dal Parlamento norvegese. Sottolineò, tra l’altro, la non rilevanza della nazionalità dei candidati.
Come era nata l’idea? Nel 1888, in occasione della morte del fratello Ludwig, un giornale francese scambiò le identità dei due e pubblicò un articolo dedicato a lui, intitolandolo “Le marchand de la mort est mort” (Il mercante della morte è morto). Alfred Nobel, che in quel momento si trovava a Parigi, ebbe l’occasione di leggere ante-mortem il suo brutale necrologio e ne rimase turbato. Veniva accusato di aver concepito, con l’invenzione della dinamite, un sistema micidiale per uccidere più persone in una volta sola. Angustiato, quindi, per quello che, nel momento della sua reale scomparsa, avrebbero scritto e condannato, decise di istituire una ricompensa filantropica, dedicata alla sua memoria.
Come già evidenziato Nobel stabilì che il premio per la pace venisse assegnato, a differenza degli altri, da un comitato eletto dal parlamento norvegese: il riconoscimento viene, infatti, ancora conferito a Oslo e non a Stoccolma. Non dette mai spiegazioni sul perchè dovesse essere proprio la Norvegia ad assegnare questa ricompensa, Norvegia che, dopo essere stata una provincia danese, venne ceduta alla Svezia e con la quale rimase in “unione” fino al 1905. Il suo testamento è oggi conservato in un caveau della “Fondazione Nobel”, a Stoccolma e non è mai stato esposto. Morì nel 1896, a Sanremo.

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