I Custodi della Patria

Roma. La figura del Corazziere, rappresenta da sempre il simbolo della nostra Patria istituzionale, con la lucente corazza, l’alta statura, l’elmo e la coda di cavallo.
La storia delle Guardie del Corpo dei Sovrani Sabaudi prima e dei Presidenti della Repubblica poi, parte da molto lontano, nel tardo 1300.
All’epoca di Amedeo VII di Savoia, detto il Conte Rosso, esisteva una guardia di arcieri, sudditi fedelissimi e tutti provenienti dall’alta Savoia, che aveva il compito di sorvegliare il sovrano, all’interno del palazzo. Circa due secoli dopo, il Duca Emanuele Filiberto, nella riorganizzazione del suo apparato militare, creò, per la propria sicurezza, una “Compagnia di Arcieri a Cavallo”, costituita da cinquanta nobili savoiardi, denominata Guardia d’Onore, che si battè, con indomito coraggio, nella celebre Battaglia di San Quintino, il 10 agosto 1557. Tre anni più tardi, aggiunse a questa compagine una “Compagnia di Archibugieri a Cavallo”, che si distinse, a sua volta, nella guerra religiosa contro i Valdesi. Ed infine, nel 1567, costituì una “Compagnia di Gentiluomini d’Arme”, la cui uniforme era un’armatura dorata, con casacca di velluto nero e passamanerie d’oro e di seta, che soppresse poi nel 1579. Il quell’anno, i servizi di guardia vennero strutturalmente rimodellati, con una più precisa divisione dei compiti. Gli Arcieri, infatti, fornivano il servizio d’onore e la scorta a Sovrani e Principi, in pace ed in guerra, mentre gli Archibugieri montavano di guardia all’interno del palazzo. Una nuova “Compagnia di Svizzeri Cattolici” vigilava all’esterno.
Questo ordinamento rimase immutato per alcuni secoli e si rivelò altamente funzionante. Non ancora soddisfatto, Emanuele Filiberto, nel 1607, modificò la denominazione degli arcieri in “Compagnia Gentiluomini Arcieri”, potenziando i suoi reparti personali con una Compagnia, chiamata Corazze del Duca e nel 1624, istituì quella degli “Archibugieri di Madama Serenissima”, in onore di Maria Cristina, moglie dell’erede al trono il quale, assunto il nome di Vittorio Emanuele I, rinforzò questi organici e mutò nuovamente il nome in “Compagnia Corazze di Madama Reale”, sostituite, quasi subito, da una “Compagnia Corazze di S.A. Maria Cristina” che, rimasta vedova, costituì la nuova “Compagnia di Archibugieri a Cavallo di Madama Reale”. Soltanto alla fine del secolo, Vittorio Amedeo II uniformò i vari Reparti di scorta sotto l’unico nome di Guardie del Corpo, strutturandoli in tre Compagnie. La la Compagnia Svizzera mantenne, invece, una propria fisionomia.
Nei turbolenti periodi di guerra contro il tentativo di egemonia europea del Re Sole, Luigi XIV di Francia, questi uomini si coprirono di gloria e soltanto con l’arrivo di momenti più tranquilli (1710) vennero ridotte di organico e di unità.
La Pace di Utrecht, del 1713, aprì finalmente un nuovo equilibrio in Europa, assegnando a Vittorio Amedeo II il titolo di Re: una buona occasione per ricostituire una terza Compagnia di Guardie.
Lo sconvolgimento delle guerre napoleoniche porterà alla formazione di una “Compagnia Sarda”, come guardia del corpo di Re Vittorio Emanuele I, ritiratosi in Sardegna per sfuggire allo strapotere francese sul continente. La Restaurazione, avviata nel 1814 da Vittorio Emanuele I dopo la sconfitta dell’Imperatore francese, condusse alla ricostituzione di nuove Compagnie: la 1^ Compagnia Guardie del Corpo (composta da savoiardi); la 2^ Compagnia Guardie del Corpo (composta da piemontesi); la 3^ Compagnia Guardie del Corpo (composta da sardi); la 1^ e la 2^ Compagnia Archibugieri Guardie della Porta; una Compagnia Svizzera. Era un apparato piuttosto pesante, che Carlo Alberto, appena salito al trono, sfrondò poderosamente. Sopravvisse soltanto una Compagnia di Guardie del Corpo, mentre, con il Regio Decreto del 1836, affidò ai Carabinieri la sorveglianza del Palazzo, quando i sovrani erano assenti da Torino, “senza pregiudizio dei regolamenti concernenti alle Guardie Nostre del Corpo ed alle Guardie Reali di Palazzo”.
L’idea dei Corazzieri, più vicina a quella dei nostri giorni, nasce nell’aprile 1842, in occasione di un torneo in onore delle nozze del Principe ereditario Vittorio Emanuele Duca di Savoia con l’Arciduchessa Maria Adelaide di Lorena. Per quella circostanza, venne organizzato uno speciale squadrone di Carabinieri a Cavallo, che indossò un’uniforme particolare: elmo con pennacchio e coda di cavallo, guarnito di ciniglia azzurra (rossa per i trombettieri) ed una corazza brunita, su cui campeggia l’argentea Croce dei Savoia. Una scelta fatta per rivivere le antiche tradizioni, quelle dei Corazzieri del 1600, eredi diretti dei cavalieri medievali, protetti da una corazza più o meno integrale.
Da quell’evento, dopo molti anni di studi e valutazioni, finalmente il 7 febbraio 1868, per ordine del Ministro della Guerra, vennero trasferiti a Torino dei Carabinieri a Cavallo (40 della Legione di Firenze, 20 della Legione di Milano, 20 della Legione di Bologna) per far parte della Guardia Reale. Con piemontese parsimonia, furono riciclate e leggermente modificate le corazze di 26 anni prima. L’organico iniziale contava: un Comandante, quattro Ufficiali, nove Sottufficiali, sessantanove Carabinieri e cinquanta Cavalli (portati a settanta nel 1870). Anche la scelta del nome definitivo, non fu facile. All’inizio si chiamarono semplicemente Corazzieri. Ma la denominazione venne modificata più volte: “Guardie d’Onore di Sua Maestà”; “Carabinieri Reali Guardie del Corpo di Sua Maestà”; “Drappello Guardie di Sua Maestà”. Nel frattempo il loro organico salì a 12 Sottufficiali e 88 Carabinieri. Fu all’interno di quella compagine che nacque, in forma definitiva, lo “Squadrone Carabinieri Guardie del Re”, chiamato comunemente Squadrone Corazzieri. Il Regio Decreto del 7 gennaio 1870 sancì il loro ruolo quali custodi della persona dei reali: le Guardie Reali del Palazzo furono soppresse. Seguiranno la famiglia Reale nel trasferimento della nuova Capitale del Regno (1871) e vennero assunti in forza dalla neo-costituita Legione Carabinieri di Roma.
I Corazzieri furono impiegati, come forze dell’ordine, solo nel 1878. In quell’anno, a poca distanza l’uno dall’altro, morirono Vittorio Emanuele II (9 gennaio) e Papa Pio IX (7 febbraio).
Per la morte del Papa e tutto il successivo conclave si temettero scontri e manifestazioni anticlericali (che non avvennero): nel fitto servizio d’ordine furono mobilitati anche i Carazzieri.
Ma, ancora una volta, la loro denominazione varierà, nel 1946, con l’avvento della Repubblica.
Diventare Corazziere e far parte, oggi, del “Reggimento Carabinieri Guardie del Presidente” è tutt’altro che facile. Oltre ai requisiti fisici (almeno 190 cm di altezza e una costituzione “adeguatamente armoniosa”) e ad un’indiscussa moralità personale e familiare, bisogna avere eccellenti trascorsi disciplinari e di servizio, testimoniati da almeno sei mesi di impiego sul territorio ed altrettanti di tirocinio in sede (con esame finale). Bisogna saper cavalcare alla perfezione i cavalli del reparto, tutti di razza irlandese, scelta per la versatilità d’impiego; infatti vengono selezionati di taglia superiore alla media, almeno 1,70 metri al garrese, oltre che per la bellezza ed il colore del manto. Inoltre, deve saper guidare con particolare perizia anche le imponenti Moto Guzzi “California”, mezzo di trasporto complementare o alternativo nei servizi quotidiani, utilizzato anche in molti servizi d’onore. Altro importante requisito è la resistenza fisica a prolungati turni di guardia in piedi, svolti con austera immobilità ma, soprattutto, sono indispensabili capacità e prontezza, per gestire tante delicate situazioni operative, caratterizzate dalla grande presenza di pubblico e dalla necessità di assicurare una protezione discreta, ma sempre efficace. I Corazzieri dispongono di un vasto equipaggiamento tattico, chiamato “bottino”; tra loro vi è anche un’aliquota addestrata al ruolo di tiratore scelto, che sovente viene impiegata quando il Presidente della Repubblica è esposto al pubblico. Sono addestrati alle tecniche di arti marziali e di difesa personale. Quest’anno, il 151° Anniversario della loro costituzione: 7 febbraio 1868.

Condividi questo articolo qui:
error
Stampa questo post Stampa questo post