Comitati Due Sicilie: La Storia siamo noi nessuno si senta escluso

C’è un sogno ricorrente, che inseguo da anni, mettere assieme le forze sane del mondo sudista, una chimera più che altro, un desiderio che, nel timore possa dissolversi nel vento, ho sempre e solo sussurrato, eppure per un lasso piccolo di tempo, ho avuto modo di appurare, domenica mattina 6 ottobre scorso a Caserta, durante l’annuale raduno che come Comitati Due Sicilie organizziamo da anni , quanto questa mia visione onirica possa tramutarsi in realtà, una realtà impalpabile, però, ancora lontana dal miraggio di Patria che noi inguaribili borbonici di fede canina inseguiamo, così come inseguivano in maniera fideista gli antichi cavalieri in cerca del Santo Graal.
Bravissimi tutti, bravo Pino Aprile che con fatica sta affrontando un agone non particolarmente da lui amato, ma che, irremovibile come la montagna di Somma, non si smuove dalla sua idea; bravo Salvatore Ronghi, navigato uomo politico che ha tenuto sempre alta la sua etica, peculiarità capace di contraddistinguerlo come uomo nel panorama del mondo politico odierno, al di là delle ideologie; ottimo il mio caro fraterno amico Pio del Gaudio, coraggioso uomo d’altri tempi; puntuale, costante, indissolubile Raffaele Colucci, un amabile sognatore, materia rara in questo mondo di prezzolati; coinvolgente per la sua maestria sofista Nando Dicè, con quell’innato dono di genio e sregolatezza che lo ha reso interessante ai più; Esaltante, coinvolgente, il nostro “primo cavaliere borbonico”, Gennaro De Crescenzo, l’uomo di punta del cosmo borboniano, a cui i CDS appartengono, colui che ho indicato pubblicamente come nostro punto di riferimento subito dopo don Carlo di Borbone Due Sicilie duca di Castro.
Sono orgoglioso di chi c’era, di chi è venuto. Mi sono sentito una persona onorata, nessuno degli uomini al servizio del sud invitati al desco dei CDS è venuto meno. Il lavoro paga, il coraggio di credere in certe tematiche pure. Grazie a tutti voi amici miei, compagni di lotta identitaria.
Non è stata impresa ardua mettere assieme gli esponenti politici da me considerati validi e è stato magnifico assistere al confronto tra le parti, c’è un paese diverso da qualche parte, il nostro.
Come spesso ripeto, durante le nostre riunioni, telefonate, scambi epistolari, con quelli che mi perdonerete considero la “mia gente” cioè gli amici, dirigenti dei Comitati Due Sicilie, senza il loro supporto, la loro presenza e il loro spessore culturale, morale ma soprattutto fraterno, la mia figura, le mie intenzioni, il mio ruolo risulterebbe un valore pari a 7 carati. Anche per questo i raduni identitari del nostro sodalizio hanno sempre un che di sublime. Più che Compatrioti siamo Fratelli, più che un’associazione siamo una famiglia, nel senso più alto del termine. Così capita che, in occasioni come quella del 5 e 6 ottobre, nel vedere arrivare un poco da tante parti dello stivale i cidiesse, sembra quasi di assistere a scene estrapolate dal film “ L’uomo dei sogni”, dove anche loro come gli affecionados della pellicola con Kevin Costner, silenziosi, arrivano all’appuntamento con la nostra storia, per ricongiungersi come se fossimo parte di un anello magico, come una fiamma che si riavvolge forte, per ridare vigore al progetto Due Sicilie. Dio vi preservi. Una Comunitas che ha radici profonde, la nostra, difficilmente gelerà.
Ci sono state ore talvolta di abulia, di buio, di stanchezza e delusione da parte mia, che però grazie a momenti come quelli della due giorni del 5 e 6 ottobre, si cancellano per rigenerare e dare nuova linfa alla lotta identitaria che ci contraddistingue da oltre un decennio . Grazie popolo dei Comitati Due Sicilie!
Vorrei inoltre ringraziare per la gradita presenza gli amici del partito Separatista delle Due Sicilie e il sindaco di San Nicola, Vito Marotta, che con la sua partecipazione ha rivelato attenzione e sensibilità verso una realtà identitaria nata proprio a San Nicola. Una nota di merito, infine, agli amici del giornale Belvederenews e alla testata televisiva Indipendent TV, nelle figure dell’operatore Daniele Liberato e della giornalista Lucia Grimaldi, impegnata nella doppia veste di conduttrice delle riprese televisive e cronista del giornale casertano di Antonio De Falco.

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