Friday for Future

È il 20 agosto 2018. Greta Thunberg, una ragazzina di 16 anni, figlia della cantante d’opera Malena Ernman e dell’attore Svante Thunberg, decide di manifestare dinanzi alla sede parlamentare del suo Paese, in protesta contro l’innalzamento delle temperature, gli incendi boschivi e la mancata promessa da parte del suo governo di ridurre le emissioni di anidride carbonica come previsto dall’accordo di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico.
Greta rinuncia all’assidua frequentazione delle lezioni, riduce il suo impatto sull’ambiente, partecipa alla manifestazione Rise for Climate davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles, alla COP24, vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Katowice, in Polonia, solca l’oceano Atlantico da Plymouth a New York, facendosi promotrice di un viaggio carbon neutral, crea un movimento studentesco internazionale il Friday for Future riunitosi anche in Italia lo scorso venerdì e che ha visto un milione di studenti in 180 piazze italiane, con l’orgoglio di Greta.
“I giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai”, dure le frasi pronunciate al Climate Action Summit, forti così come il grido di protesta dei giovani e meno giovani, uniti contro un nemico comune: l’incoscienza dell’uomo.

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