La comunità di Teano e la festa di Sant’Antonio

La fondazione del convento di Sant’Antonio a Teano risale al secolo XIV quando i francescani Fra Nicola da Castellammare e Fra Martino da Campagna ne iniziarono l’edificazione autorizzata, il 1° ottobre 1427, da Papa Martino V con la Bolla “Sincerae devotionis affectus”. Nel 1508 il convento e la chiesa subirono sostanziali trasformazioni grazie alle generose donazioni della nobiltà e dei fedeli di Teano. Il convento fu ampliato e furono edificati i tre piani superiori, solo il chiostro rimase intatto e le antiche celle furono adibite per deposti ed officine. Molto travagliata è stata nel corso dei secoli la vicenda di questo complesso monastico. Per circa quattro secoli il convento dei Frati Minori di Sant’Antonio di Padova ha avuto un ruolo rilevante nell’ambito del monachesimo francescano, sia per il contributo dato alla cultura e allo studio della dottrina cristiana dalla numerosa comunità di monaci che in esso operavano, sia per il lavoro missionario svolto dai suoi monaci nel nord dell’Africa ed in Cina. Il convento disponeva di una straordinaria biblioteca, in larga parte donata ai frati dal milanese Ottavio Boldoni. Purtroppo buona parte della biblioteca finì in cenere a seguito dell’incendio appiccato al convento dalle truppe del generale Championet nel 1799. Dopo l’unità d’Italia, a seguito delle Leggi emanate nel 1866, fu disposta la soppressione del convento. I monaci dovettero abbandonare il cenobio e la sua proprietà passò al Demanio e successivamente al Comune. Nel 1897 i frati francescani riuscirono, con proprie risorse, a stipulare un atto di acquisto del convento, restaurarono la chiesa ed il chiostro gravemente danneggiati dal lungo abbandono e nel settembre del 1903 ricostituirono la famiglia religiosa sotto il controllo di un Padre guardiano. Nel corso della seconda guerra mondiale il convento di Sant’Antonio ha offerto un sicuro riparo alle migliaia di casse di libri trasferiti nelle sue celle dalla Biblioteca Nazionale di Napoli e dal Monastero di Montecassino perché non trovassero distruzione nei bombardamenti degli alleati. Nel periodico “S. Antonio di Teano” n. 89 del 2019 dei frati francescani si legge testualmente “Non c’è festa tanto attesa a Teano, come quella di Sant’Antonio, conosciuto in tutto il mondo e incessantemente invocato non solo nel mese di giugno, ma tutti i giorni dell’anno. Sant’Antonio, al secolo Fernando Martins de Bulhoes, nato a Lisbona nel 1195 da famiglia benestante e aristocratica, morì a Padova nel 1231, a soli 36 anni, e fu canonizzato da Papa Gregorio IX, appena un anno dopo la morte. I fedeli lo implorano devotamente con preghiere e litanie nei tredici martedì che precedono la festa, durante la tredicina e, soprattutto, nell’accorata processione che si snoda per le principali vie di Teano, attirando gli abitanti dei paesi vicini, ma soprattutto di Casi, frazione nel cui territorio è ubicato il santuario. Durante i tredici martedì di Sant’Antonio i frati benedicono anche i bambini e il pane che viene offerto da benefattori e distribuito ai fedeli”. I festeggiamenti “2019” programmati in suo onore hanno avuto inizio il 31 maggio u.s. e termineranno il 14 giugno p.v. Oggi, 11 giugno, chiusura dei martedì di Sant’Antonio, alle ore 18.00, solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal Rev. Padre Fra Lugi Ortaglio O.F.M., cancelliere dell’Archidiocesi di Napoli; mercoledì 12 giugno, alle ore 17.30, solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Fra Carlo D’Amodio, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Napoli e alle ore 18.30 inizio della processione della Sacra Effige di Sant’Antonio per le vie della città di Teano; giovedì 13 giugno, solennità del Santo, alle ore 20.00, solenne celebrazione di chiusura della giornata presieduta dal Vescovo Diocesano Mons. Giacomo Cirulli e venerdì 14 giugno, alle ore 19.00, celebrazione della Santa Messa di ringraziamento a Sant’Antonio per i benefattori, i collaboratori ed i devoti.

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