#200infinito

Video – Sempre caro mi fu quest’ermo colle…” Sette parole indimenticabili che hanno attraversato generazioni di studenti, “L’Infinito”, la lirica più famosa al mondo ha appena compiuto 200 anni.
Giacomo Leopardi è stato ieri la guest star delle scuole italiane che hanno celebrato l’idillio più amato della letteratura italiana, un flash mob ha unito le voci di migliaia di studenti del nord e del sud della penisola partendo dalla celeberrima piazzetta cantata ne “Il Sabato del villaggio” a Recanati.
Finora la cittadina marchigiana ha totalizzato 26mila presenze per la mostra a Villa Colloredo Mels dell’autografo leopardiano del 1825 unitamente ad altri scritti e cimeli di proprietà del Comune.
Il 29 giugno, in occasione del compleanno del poeta, vi avranno luogo le Celebrazioni Leopardiane con la presenza di studiosi di tutto il mondo, mentre il 26 settembre aprirà al pubblico l’Orto delle Monache del Colle dell’Infinito e il 23 e 24 ottobre la città natale del poeta ospiterà il convegno internazionale ‘Interminati spazi’, che analizzerà con scienziati, filologi, poeti, matematici, fisici e letterati il messaggio dell’Infinito nella società attuale.
L’iniziativa #200infinito a cura di Olimpia Leopardi, diretta discendente del poeta, ha interessato luoghi di cultura e non, in Italia e all’estero, testimoniando la modernità e l’importanza del pensiero leopardiano e della sua produzione letteraria”.
L’alternarsi delle stagioni, lo scorrere del tempo, la vita che muore e rinasce, quindici i versi endecasillabi senza rima e senza tempo, una vera e propria rivoluzione dopo secoli di poesia influenzata dal modello petrarchesco.
Quindici in tutto i versi, dotati di una musicalità straordinaria, scritti in una sorta di prigionia dietro la siepe del monte Tabor che rappresentano la vita di un poeta che ha parlato “del mondo e al mondo”. Parole universali che superano secoli e confini geografici e continuano a parlarci incredibilmente vive ancora oggi, a duecento anni di distanza e ad assumere, nella temperie attuale, una connotazione e un auspicio fortemente positivi.
La contessa ha sottolineato la meraviglia del messaggio leopardiano. “I limiti devono servire non per fermarci, ma per insegnarci a guardare oltre, a vedere le infinite possibilità che abbiamo dentro di noi”. Una scoperta o riscoperta, se vogliamo, del nostro spirito, una tensione, uno slancio vitale verso il significato dell’Io e del mondo, e dell’Io nel mondo, facendoci ispirare – come ha affermato Alessandro D’Avenia attraverso il suo libro “L’arte di essere fragili: Leopardi può salvarti la vita”, da ciò che ci affranca dal tempo, pur lasciandoci nel tempo: una bella pagina, un amore grande, un’amicizia, una preghiera”.

 

Condividi questo articolo qui:
error
Stampa questo post Stampa questo post