L’A.N.DI.S., Impronte digitali ai presidi, una mortificazione incomprensibile

L’Associazione Nazionale dei Dirigenti Scolastici – A.N.DI.S – in più di una circostanza ha rappresentato al Legislatore la profonda amarezza dei dirigenti scolastici in merito al Disegno di Legge S.920, comunemente chiamato Decreto “Concretezza”.
L’A.N.DI.S. in un proprio documento, inviato ai membri del Parlamento e agli altri Organi Costituzionali della Repubblica, a seguito dell’approvazione del predetto Disegno di Legge da parte della Camera dei Deputati scriveva “Ci permettiamo di osservare che la previsione di sottoporre a controllo l’accesso a scuola dei dirigenti scolastici offende la professionalità della categoria e manda un messaggio sbagliato e fuorviante al Paese, perché in qualche modo insinua nell’opinione pubblica il dubbio che anche i presidi possano comportarsi alla stregua dei fannulloni e dei furbetti del cartellino”.
Considerato che a tutt’oggi non sono pervenute rassicurazioni in merito, anzi si sta procedendo alla calendarizzazione del Provvedimento per la sua definitiva approvazione da parte del Senato della Repubblica, Il Presidente Nazionale Dell’A.N.DI.S., Paolino Marotta, ieri, 13 maggio 2019, ha rivolto un “accorato” appello ai Senatori della Repubblica che si riporta integralmente
APPELLO AI SENATORI DELLA REPUBBLICA
IMPRONTE DIGITALI AI PRESIDI
UNA MORTIFICAZIONE INCOMPRENSIBILE
I DIRIGENTI SCOLASTICI SONO ASSENTEISTI DA TENERE SOTTO CONTROLLO?
L’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici rinnova l’appello al Senato della Repubblica perché voglia modificare il ddl S.920-B nel punto in cui prevede la rilevazione della presenza dei dirigenti scolastici con sistemi di verifica biometrica e di videosorveglianza. Si tratta di una misura palesemente illogica e sproporzionata, che manda un messaggio sbagliato al Paese perché insinua nell’opinione pubblica il sospetto che anche i presidi possano comportarsi alla stregua dei fannulloni e dei “furbetti del cartellino”. I dirigenti scolastici hanno un ruolo di guida e di orientamento delle comunità scolastiche; rispondono dei risultati di apprendimento di 8 milioni di alunni; sono chiamati a confrontarsi tutti i giorni con le emergenze educative che la società del nostro tempo pone alla scuola; sono responsabili della sicurezza degli edifici e della salute e dell’incolumità di 9 milioni di persone. I sistemi ipotizzati per la verifica degli accessi non tengono conto del fatto che la funzione del dirigente scolastico non è legata ad un unico ufficio o ad orari fissi. I 7.000 dirigenti scolastici in servizio devono garantire la loro presenza nei 43.000 plessi scolastici dipendenti; devono curare i rapporti con Enti Locali, ASL, Uffici Territoriali del MIUR, Associazioni del territorio, Ordini professionali; devono farsi carico anche di 1.700 istituzioni scolastiche prive di titolare e affidate in reggenza. Di conseguenza sono costretti ad adeguare ogni giorno la loro prestazione lavorativa alle diverse sedi dipendenti e alle molteplici e complesse esigenze dell’organizzazione. Tanto premesso, l’A.N.DI.S. rinnova l’appello agli Onorevoli Senatori perché vogliano escludere i dirigenti scolastici dalle misure previste per il controllo della presenza nell’Atto n. 920. Ciò anche per garantire ai dirigenti delle istituzioni scolastiche parità di trattamento con altre categorie escluse dalla verifica della presenza con sistemi di rilevazione biometrica, come i docenti del sistema scolastico, i professori e i ricercatori universitari, i magistrati, gli avvocati e i procuratori dello Stato, le forze dell’ordine.
Il Presidente nazionale
Roma, 13 maggio 2019 Paolino Marotta

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