La battaglia contro la plastica passa dalla Puglia

Complicato sì, ma certamente realizzabile. È questo il leitmotive della Regione Puglia e del suo Governatore, Michele Emiliano, che dal 2018 combatte una serrata battaglia contro la plastica e l’inquinamento dell’ambiente. La Puglia, regione oramai regina delle vacanze di mare, con una presenza mediatica in continua crescita nel panorama turistico nazionale ed internazionale, non poteva che essere in prima fila contro l’inquinante plastica che da tempo, purtroppo, è addirittura entrata stabilmente nella catena alimentare umana! (leggi il mio articolo copiando questo link http://bit.ly/2R7ige8) Abolire la plastica monouso è oramai diventato imperativo non solo per gli ecologisti ma, finalmente, per l’Europa ed i vari Paesi che, almeno su questo, sembrano essere per una volta concordi. Ed è proprio dall’Italia che il segnale inizia ad arrivare forte e chiaro, visto che la Regione guidata da Emiliano sarà la prima in Italia a vietare completamente la plastica monouso in spiaggia, anticipando di ben due anni la norma comunitaria che tenta finalmente in modo serio di limitare i danni alla nostra delicata penisola, tanto straordinaria quanto ecologicamente fragile e frammentata. Sarà quindi negli stabilimenti balneari del sud che partirà, sin dalla prossima stagione estiva, la battaglia per tutelare il delicato ambiente marino che sostiene la nostra economia anche grazie alla sua bellezza e salubrità. Un plauso anche all’impegno degli operatori balneari, 200 le aziende aderenti, che utilizzeranno esclusivamente buste di carta e contenitori/posate in cellulosa biodegradabile per evitare un ulteriore dispersione ed accumulo di quel derivato del petrolio che si decompone, pensate, non prima di 80-100 anni passando, però, da uno stato di micro diffusione ancor più pericoloso per la salute umana. Ricordo, magari facendovi venire anche un po’ la pelle d’oca, che una semplice gomma da masticare si decompone dopo 5 anni, il classico sacchetto di plastica dopo oltre 400 anni, una vecchia scheda telefonica, come pure una carta di credito, un bancomat o una striscia di plastica dopo oltre 500 anni ed il polistirolo, udite udite, pare possa resistere, attraverso la decomposizione in particelle più piccole, fino a 1000 anni! Ma senza scomodarsi troppo con il pensiero critico, da tempo girano in rete le famose immagini dei cavallucci marini aggrovigliati ai cotton fioc o, peggio, delle tartarughe morte a causa della plastica ingerita. I derivati del petrolio ci rendono la vita facile in molti campi, dal tessile ai trasporti, ma gli effetti collaterali sono gravi e stanno iniziando a diffondere i propri danni a tutti i livelli. Non possiamo più chiudere gli occhi. Evitiamo i monouso, evitiamo la plastica se vi sono sostituiti in carta o vetro, evitiamo di farci del male il più possibile. Per ora un grande apprezzamento per la Regione Puglia e la sua politica ambientale all’avanguardia.

Condividi questo articolo qui:
error
Stampa questo post Stampa questo post