All’asta la Venezia di Claude Monet

“La mia lentezza nel lavorare mi fa disperare ma mi rendo conto che devo lavorare molto per riuscire a realizzare la mia ricerca: l’istantaneità, la stessa luce ovunque e più che mai le cose facili come il primo getto mi disgustano”. Così parlava Claude Monet, uno dei più significativi esponenti della corrente artistica dell’Impressionismo, diffusasi in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, a discolpa della propria lentezza compositiva, dovuta in particolar modo alla ricerca della variazione solare e del cambiamento della luce sulla tela, allo scopo di creare suggestivi effetti di sovrapposizione dei colori. Tormentata la vita del pittore, dapprima a seguito della minacciosa guerra Franco-Prussiana, poi i tumulti con i familiari nei riguardi di una donna ritenuta inadeguata: Camille Doncieux.
La tecnica pittorica capace di irritare la critica più irremovibile del tempo condusse l’artista, anche grazie all’aiuto del grande mercante d’arte Durant-Ruel che intuì l’importanza di tale corrente e al fotografo Nadar che proteggeva tali artisti, ad organizzare nel 1874 la prima pionieristica mostra impressionista.
Nel 1908 durante un viaggio a Venezia, ospite di Daniel Curtis, Monet carpì i segreti di artisti quali Tiziano e Giorgione, iniziando a dipingere febbrilmente e realizzando quaranta tele in tre mesi di cui una, “Le Palais Ducal” stimata tra i 20 e i 30 milioni di sterline è stata messa all’asta lo scorso 26 febbraio da Sotheby’s, la più importante casa d’aste del Regno Unito.
L’armonia luminosa del grande maestro d’arte francese, caratterizzata da scorci paradisiaci grazie alla tenue quanto profondamente prospettica stratificazione del colore, conduce lo spettatore in una dimensione onirica, come quella del pittoresco giardino della casa di Giverny in Normandia, contornato da serre e composizioni floreali, dove figurano rigogliosi salici, rododendri, bambù, insieme ad un glicine senza tempo che ricopre un ponticello sul laghetto in cui galleggiano le imperturbabili e placide ninfee tanto amate dall’artista-giardiniere.

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