Arte e cultura a Napoli: il teatro di San Carlo

Fondato nel 1736 per volere del re Carlo III di Borbone, il Teatro di San Carlo di Napoli è uno dei tempi lirici più antichi e prestigiosi del mondo.
Situato in via San Carlo, accanto piazza del Plebiscito, e comunicante con il palazzo reale, il teatro fu il simbolo indiscusso di Napoli che intendeva celebrarla come una delle più grandi, attive e cosmopolite città europee.
Il progetto fu affidato agli architetti Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale e prevedeva una sala lunga 28,6 metri, larga 22,5 metri con 184 palchi disposti in sei ordini, ed un palco reale, per una capienza complessiva di 1379 posti, ad un costo totale di 75 mila ducati. Il progetto prevedeva una caratteristica pianta a ferro di cavallo che diventerà presto il modello per tutti gli altri teatri d’Europa. Fu inaugurato il 4 novembre 1737, giorno dell’onomastico del re da cui deriva il nome.
Nella notte del 13 febbraio 1816 un terribile incendio brucia il teatro lasciando inviolate solo le mura perimetrali. La ricostruzione verrà realizzata dall’architetto Antonio Niccolini in appena nove mesi, dando la forma che conosciamo oggi ma con i colori del 1737, emblema dello stemma borbonico: infatti inizialmente esso aveva delle decorazioni in argento ed oro (oggi soltanto in oro), mentre sipari e palchi erano tappezzati in azzurro (oggi rossi). Al centro del soffitto, ancora oggi si può ammirare la tela con Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo, dipinto da Antonio, Giuseppe e Giovanni Cammarano; mentre il sipario rappresenta il Parnaso con ottanta musicisti e poeti.
Lo scrittore Stendhal, all’inaugurazione del 12 gennaio 1817, neanche un anno dopo l’incendio che aveva devastato il Teatro, scrisse: “Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro ma ne dia la più pallida idea. Questa sala, ricostruita in trecento giorni, è un colpo di Stato. Essa garantisce al re, meglio della legge più perfetta, il favore popolare… Chi volesse farsi lapidare, non avrebbe che da trovarvi un difetto. Appena parlate di Ferdinando, vi dicono: ‘ha ricostruito il San Carlo!’”.
L’opera che per prima in assoluto andò in scena fu “l’Achille in Sciro” di Domenico Sarro e “libretto” di Pietro Metastasio con Vittoria Tesi, Angelo Amorevoli ed il soprano Anna Peruzzi alla presenza del re. A Domenico Sarro vennero pagati 220 ducati.
Nel corso dei secoli, il teatro di San Carlo divenne un punto di riferimento artistico e culturale d’Europa, ospitando tutti i maggiori esponenti del tempo.

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