La giornata mondiale dell’epilessia

Un grande evento, voluto dall’International Bureau for Epilepsy e dall’International League Against Epilepsy, per celebrare la giornata mondiale delle persone affette dall’epilessia. I monumenti di alcune città italiane si coloreranno di viola, che rappresenta il simbolo dell’epilessia: dalla Barcaccia di Piazza di Spagna a Roma alla Mole Antonelliana di Torino, fino al Teatro Margherita di Bari. In Italia sono quasi 600mila le persone affette da questa patologia e i più colpiti sono i bambini. Infatti, circa il 30% delle crisi epilettiche si manifesta nelle scuole mentre si è in classe. Per questo si è ritenuto creare un importante progetto di formazione specifica denominato “La scuola non ha paura delle crisi” con lo scopo di formare oltre 1300 insegnanti, operatori scolastici e studenti. Una prima descrizione di tale patologia si ebbe con Ippocrate di Cos, considerato universalmente il padre della Medicina, il quale utilizzò il termine epilessia (dal greco significa “essere colpito da qualcosa”) per indicare la fulminea istantaneità dell’episodio convulsivo. Poi per arrivare a definire l’epilessia una condizione neurologica caratterizzata da episodi ricorrenti, ossia crisi convulsive, consistenti in movimenti muscolari bruschi e ripetuti. Sappiamo che numerosi fattori possono essere addotti a tale patologia come i fattori genetici, anossia alla nascita, malformazioni cerebrali, traumi contusivi del cervello, tumori, ictus ischemico o emorragico, malformazioni vascolari, e malattie infiammatorie del cervello. Con uno slogan #Epilessianonmifaipaura proposto dalla community del social Facebook, s’intende colmare il divario tra le persone epilettiche e quelle che, non conoscendo neanche la malattia, nutrono solo pregiudizi.

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