Mistero a Santa Maria Capua Vetere: il Mitreo

Santa Maria Capua Vetere (l’antica Capua romana) non è stata per nulla inferiore a Roma. Custodisce monumenti importantissimi e tra i più belli al mondo, anche se non valorizzati e sconosciuti ai più. Tra questi è interessante il Mitreo, cioè il tempio dedicato al Dio persiano Mitra.
Il Mitreo fu innalzato nel II secolo d.C., quando il culto del dio persiano Mitra iniziò a farsi strada grazie alla diffusione dei gladiatori orientali. Rientra tra i culti misterici greco-romani, incentrato su di un mistero rivelato soltanto agli iniziati e proprio perché segreto, il culto non venne mai messo per iscritto, Ciò ha favorito una scarsa produzione letteraria ma ha comportato un’ottima conservazione dei reperti archeologici.
La struttura sotterranea, è formata da una camera, che misura circa m. 12 di lunghezza per 3 di larghezza, un soffitto con volta a botte e lucernai che lasciano passare la luce che proviene dall’esterno. Esso era situato nei pressi dell’antico Capitolium, foro principale della metropoli Capuana.
Ai lati ci sono i posti a sedere per la collocazione degli iniziati che partecipavano alle funzioni, tutt’intorno sulle pareti laterali sono presenti raffigurazioni illustranti i riti d’iniziazione degli adepti che, per essere ammessi, erano sottoposti a prove dolorose per vari gradi, concludevano le prove con una sorta di battesimo nel sangue dell’animale sacrificato, (taurobolio) .
Il soffitto è decorato con un cielo stellato. Sulla parete a sinistra si può ammirare la Luna su di una biga, e con un bassorilievo in marmo con il mito di Amore e Psiche.
L’affresco più importante è la “Tauroctonia”, cioè l’uccisione del toro. Esso ritrae il momento saliente del rituale mitraico. La Tauroctonia omaggia le gesta del dio Mitra che sgozza il povero animale con un pugnale, affondando la lama nel collo del candido toro. Fa da sfondo una scena rocciosa, mentre si può ammirare la divinità che indossa il cappello frigio e il mantello accarezzato dal vento. Il Sole è il mandate dell’opera, che intima a Mitra di compiere il sacrificio, ammirati entrambi dalla Luna.
Ai lati appaiono due Dadofori cioè due portatori di fiaccole. Il primo, Cautes, è il simbolo dell’Equinozio di Primavera, e quindi del trionfo del giorno sulla notte. Cautopates, il secondo incarna invece l’Equinozio d’Autunno dove le tenebre hanno la meglio sulla luce. Infine, tre bestioline proteggono il dio: il cane, il serpente e lo scorpione. A preservare l’integrità del luogo, si fanno avanti le due canute figure dei Genius Loci.
Si tratta di un’opera interessantissima e ricca di spunti mitologici che infonde un’aura di mistero incredibile che lascia pensare e immaginare.

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