Notte bianca al Liceo Classico

Venerdì 11 gennaio i Licei Classici di tutta Italia hanno aperto le porte alla “Notte bianca”, un evento culturale diventato ormai consuetudine da cinque anni. Un’occasione per rendere note le opportunità che offre il percorso formativo attraverso una profonda comprensione delle fondamenta del nostro tempo.
La serata ha visto la presentazione di performance di vario tipo, dalle letture sceniche alle danze, dalla riscoperta dell’antichità alle rappresentazioni teatrali svoltesi nelle aule ad opera degli studenti coadiuvati da infaticabili docenti. Accattivanti scenografie, giochi di luce ed effetti sonori hanno impreziosito la serata cui hanno preso parte gli studenti dell’intera penisola.
L’inizio della manifestazione, previsto per le ore 18, si è svolto in contemporanea sul territorio nazionale con la visione di un video e la lettura di un testo concernente il liceo classico e la sua importanza.
Nella temperie storica in cui viviamo così tormentata da incertezze e problematiche sociali le istituzioni scolastiche, attraverso tali eventi, possono aprire la strada ad un rinnovato umanesimo che nella cultura classica conserva le radici di ogni saggezza e conoscenza.
Per i giovani riscoprire i classici e cercare le proprie origini nel passato significa saper leggere in maniera più cosciente il presente, significa diffondere il valore della nostra cultura che oggi più che mai rischia di cadere nell’oblio. “Conserviamo il liceo classico perché consente di immaginare quello che non è stato ancora immaginato; questo distingue il grande architetto dal più modesto dei geometri, al quale peraltro una riflessione su Euclide potrebbe rendere la sua attività più appassionante e creativa.” Queste le parole appassionate di Umberto Eco in merito all’importanza della formazione umanistica, questo il privilegio di comprendere che cosa siano state le civiltà greca e romana, identificare etimologie, capire radici latine e greche di molti termini, anche scientifici, in uso nel nostro linguaggio quotidiano, meravigliarci di fronte ad una lingua, quella greca, che esprime in modo unico e straordinario un mondo antico ancora vivo e attuale dopo 3500 anni di storia.
Senza i greci parole come alfabeto, musica, democrazia, economia, geografia, geometria, poesia avrebbero un altro nome e forse alcuni di questi concetti non sarebbero mai nati.
Una serata coinvolgente e ricca di interessanti iniziative, a testimonianza che il legame tra moderno e antico è straordinariamente possibile e fecondo di nuovi e inaspettati sviluppi.

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