“Anniversario di una tragica missione di pace costata cara…”

In occasione del mio saluto, ricordo, con emozione, i colleghi Caduti!
E.C.M.M.: 7 Gennaio 1992, Eccidio di Podrute, un elicottero dell’Aviazione Leggera Esercito (A.L.E.) in missione (European Community Monitor Mission – E.C.M.M.) per il controllo del rispetto del cessate il fuoco viene abbattuto da un MIG-21 jugoslavo.
Il 7 gennaio 2019 ricorre il 27º Anniversario dell’uccisione di un gruppo di Piloti Osservatori della Missione Diplomatica di Osservazione della Comunità Europea (European Community Monitor Mission – E.C.M.M.) avvenuta a Podrute nei pressi di Varaždin, una città del nord della Croazia. Un elicottero dell’Aviazione Leggera dell’Esercito Italiano, con a bordo un francese e quattro italiani di ritorno da una missione, fu abbattuto da una coppia di MIG-21 dell’Aeronautica Militare Jugoslava. In breve: Martedì, 7 gennaio 1992 Kaposvár (Ungheria) ore 13.30 due elicotteri (AB-205 e AB-206) dell’Aviazione Leggera dell’Esercito Italiano decollano, al termine della missione di accordo per il sorvolo degli elicotteri sui territori ungheresi a Budapest, procedendo in formazione: l’AB-205 in testa e l’AB-206 leggermente arretrato. Ore 13.55 due MIG-21 pilotati dai Tenenti Emir Šišić e Daniel Borović, appartenenti al 117º Stormo da Caccia, decollano dalla base aerea di Želijava (Bihać – allora ancora Repubblica Socialista di Bosnia Erzegovina e parte integrate della Jugoslavia), su ordine di allarme in direzione dei due elicotteri della Missione Osservatori della Comunità Europea. Ore 14.00 gli elicotteri entrati nel controllo dello spazio aereo di Zagabria si portano a 2000 piedi e vengono seguiti sul tracciato radar. All’improvviso il centro di controllo del traffico aereo di Zagabria riceve il disperato triplice “MAYDAY” dato dal Tenente Renato Barbafiera, oggi Colonnello, che pilotava l’AB-206 di cui si riporta la testimonianza: “D’improvviso noi dell’equipaggio dell’AB-206 abbiamo sentito rumori e vibrazioni. Ho pensato ad un’avaria, ma subito dopo ho visto l’altro elicottero spezzarsi in due tronconi e precipitare.” L’AB-205, pilotato dal Tenente Colonnello Elio Venturini, colpito da un missile aria-aria lanciato da uno dei due MIG-21 era esploso. L’evento fu definito una strage, disastro aviatorio, omicidio e tentato omicidio plurimo con 5 morti. I MIG-21 cercarono di abbattere anche l’AB-206 ma grazie alle indiscusse capacità del pilota, l’elicottero con l’equipaggio fu messo in salvo con un atterraggio di emergenza in una radura. Riportiamo i nomi del personale a bordo dell’AB-205 che persero la vita: Tenente Colonnello Pilota Enzo Venturini, Sergente Maggiore Pilota Marco Matta, Maresciallo Capo Fiorenzo Ramacci, Maresciallo Capo Silvano Natale e Tenente di Vascello francese Jean-Loup Eychenne. Sul luogo dell’eccidio fu realizzato un marmo commemorativo dove ogni anno, il 7 gennaio, Autorità Italiane, Croate, Francesi e familiari si recano per rendere onore alla memoria dei cinque Eroi dell’E.C.M.M. Con Decreto del Presidente della Repubblica datato 14-04-1993, Gazzetta Ufficiale n.120 datata 25-5-1993 i quattro eroi italiani furono decorati, alla memoria, con Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel 2002, uno dei due piloti dei MIG-21, Emir Šišić, oggi Maggiore, durante un controllo al confine ungherese, fu riconosciuto, arrestato ed estradato in Italia dove fu condannato a 15 anni di prigione. Successivamente, un negoziato tra il governo serbo e le Autorità italiane decise di far scontare in Serbia la pena inflitta all’aviatore, trasferendolo presso il penitenziario di Sremska Mitrovica. Nel maggio del 2008, a seguito di buona condotta, Emir Šišic fu rilasciato ed attualmente è un cittadino libero a tutti gli effetti. Chi scrive, all’epoca dei fatti, era uno dei componenti la missione di stanza al Comando in Zagabria e la mattina del 7 gennaio 1992, essendo smontato dal turno di servizio in sala operativa, aspettava, come sempre, insieme agli altri della delegazione italiana, il rientro dei nostri connazionali per recarsi a pranzo, un pranzo che purtroppo non si consumò. I nostri Eroi dell’E.C.M.M, compagni di delegazione e colleghi di Forza Armata, vittime innocenti di un inspiegabile massacro, rappresentano un pezzo di quel mosaico che ha portato indipendenza, democrazia e pace nelle cinque ex-Repubbliche della Federazione Jugoslava.
(articolo pubblicato in due puntate sul periodico mensile di cultura ed informazione: DEA Notizie n.110 e 111 e consultabile sul sito online: DEA Notizie)

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