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Sindrome del pavimento spastico: difficoltà a evacuare per alterazioni morfologiche

Sempre più le giovani adulte tendono a eseguire la Defecografia Rx per uno studio morfologico e funzionale degli organi pelvici e delle strutture muscolo-sfinteriali del pavimento pelvico, in una condizione di staticità e dinamicità, per capire se sono affette dalla sindrome del muscolo pubo-rettale meglio conosciuta come ipertono paradosso del pubo-rettale. Tale patologia è stata descritta, per la prima volta, da Wasserman nel 1964 come un disordine della defecazione sostenuto da mancato rilascio del muscolo pubo-rettale (a type of stenosis of the anorectum caused by a spasm of a component of the external ani sphincter muscle). Durante l’atto del ponzamento ossia di evacuazione, la contrazione del muscolo pubo-rettale produce un aumento dell’angolo ano-rettale di 50°, passando da 90° a 140°, provocando una rettilineizzazione del canale anale che ha come conseguenza una distensione delle pliche trasversali del retto e una facilitazione del transito fecale. L’evacuazione è favorita dal rilasciamento dello sfintere anale esterno, dei muscoli elevatori dell’ano, del muscoli pubo-rettali, a causa dell’apertura della Valvola di Houston, dall’azione esercitata dal torchio addominale ed dal muscolo diaframma, che incrementa la pressione intraddominale. Questo “effetto elastico” è comunemente definito come la fionda del pubo-rettale. Ciò è quello che dovrebbe accadere normalmente ma se nel corso dell’evacuazione vi è il mancato rilascio del muscolo pubo-rettale che mantiene l’impronta sulla parete posteriore dell’ampolla rettale a livello della giunzione retto anale. Come conseguenza vi è il mancato allineamento tra il vettore della forza espulsiva e il canale anale provocando un prolasso con conseguente riduzione dell’espulsione di materiale fecale. L’angolo ano-rettale intanto rimane sul valore di 90° impedendo lo svuotamento ampollare. A tal punto la funzionalità neuro-muscolare risulta squilibrata portando alla “Sindrome del Pubo-Rettale”. Si identifica tale patologia attraverso l’esame clinico proctologico integrato dalla defecografia e dallo studio manometrico ed elettromiografico. Lo studio defecografico rivela l’incontinenza fecale-urinaria mista, i disturbi della funzionalità pelvi perineale, i risvolti psicologici e l’anamnesi. Da alcuni anni la riabilitazione della regione ano-rettale, che mira alla rieducazione della muscolatura del pavimento pelvico sta sostituendo la terapia chirurgica. Infatti, oggi esistono diversi approcci riabilitativi come la chinesiterapia che consiste nell’eseguire alcuni esercizi, i cosiddetti esercizi di Kegel, sui muscoli del pavimento pelvico, per rafforzare gli organi pelvici. Inoltre aumentano l’afflusso di sangue ai muscoli di questa regione e si sono dimostrati efficaci anche nell’aumentare le sensazioni di piacere della donna a livello genitale durante i rapporti sessuali. Inoltre, nei casi d’inefficacia contrattiva dei muscoli perineali si utilizza una tecnica passiva nota come l’elettrostimolazione che con appositi elettrodi e relativi impulsi elettrici vanno a stimolare i muscoli del pavimento pelvico. Il Biofeedback, infine, che contrae e rilassa i muscoli pelvici che non sono percepiti dalla donna con fasi di contrazioni e rilassamento per rieducarli a compierli nel modo corretto. Per combattere l’incontinenza urinaria si può e allora bisogna provarci…

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