Serata di Grande Teatro a Vitulazio con “l’ARTE DI STRISCIARE”

La Compagnia ARTinsieme e Sibylla Burgundiae presentano, sabato 24 novembre 2018, ore 20.30, nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” di Vitulazio, la commedia “L’ARTE DI STRISCIARE”, atto unico di Rosario Santella, tratto dal Saggio su “L’Arte di strisciare ad uso dei cortigiani”. Rosario Santella, napoletano, nasce nel 1964, avvocato, autore e sceneggiatore di diverse “pieces” teatrali, tra cui le più recenti “Sibilia di Borgogna” (2009), “Eleonora” (2010), “Innocenzo III, l’antipapa” (2011) e “Lu quatro a oglio (2012) nonché autore di diversi corti cinematografici (con numerosi e importanti premi vinti) e scrittore di successo: l’ultima menzione speciale e pubblicazione nella raccolta antologica del premio “Il Biciclettario” (2016-2017), con i racconti “Nudo e senza meta” e “Il cavaliere elettrico”.
La rappresentazione si avvale degli interpreti: Francantonio, Raffaele Sepe, Caterina Tanzi, Andrea Soldano e Fabio Paliolla; la regia è di Francantonio e Rosario Santella; i costumi sono curati da Anna Antonucci; l’intervento musicale è del Trio Opera del Maestro Pasquale Termini e il progetto grafico è di Marco Barone.
L’autore del saggio “L’arte di strisciare”, Paul Henrich Dietrich, Barone d’Olbac, nato in Germania nel 1723 ma naturalizzato francese, è una figura di spicco dell’Illuminismo radicale europeo e porta il materialismo alla sua espressione più organica e dottrinaria. Il saggio è stato scritto “ad uso dei cortigiani” ma è molto più utile per chi “cortigiano” non è ed è stato pubblicato dopo la morte dell’autore avvenuta nel 1789. Quanto socializzato dal Barone d’Olbac viene trasferito dal Santella alla Napoli del 1799, con il cavaliere Giuseppe Pallieri di Ciccichè (portato sulla scena da Francantonio), uomo della corte di Re Ferdinando IV di Borbone che introduce ai segreti della vita di palazzo Madame Tudò. Francantonio, nel ruolo di co-regista e del cavaliere Pallieri, rende molto bene e visibile il ruffianismo e il devotismo interessato che, inevitabilmente, portano alla perdita della dignità, alla rinuncia di un vivere corretto ed onesto e alla cancellazione dalla mente e dal cuore di una propria visione morale. Francantonio, nome d’arte, all’anagrafe Franco Antonio,, nasce nel 1968, caleno “doc”, attore e regista teatrale, di enorme spessore e di vasta esperienza, ha lavorato con i registi Enrico Ianniello, Toni Laudadio, Lucio Allocca, Renato Carpentieri e nello spettacolo “Qui rido io”, proposto dalla Compagnia di Roberto De Simone nell’ambito del “Napoli Teatro Festival Italia” sulla vita di Eduardo Scarpetta nonché nella commedia “Memoria di una strage”. La rappresentazione sottile, ironica e, per certi versi, drammaticamente attuale è tutta da gustare e consente di vivere una “degna” e “vera” serata di autentico teatro che aiuterà, non poco, gli spettatori a rilassarsi ma anche a farli meditare e riflettere su usi, costumi, atteggiamenti, abitudini, tradizioni e comportamenti di ieri e, purtroppo, anche di oggi. Si è certi, considerato la valenza e lo spessore della rappresentazione, che i cittadini dell’Agro caleno e capuano, e non solo, riempieranno l’Auditorium in ogni ordine di posti e trascorreranno e vivranno autentici momenti di arte teatrale.

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